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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/06/2016, 13:54

tumore seno, metastasi, camminare, alimentazione, recidive, prevenzione,



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 Il tumore al seno si allontana dalla propria vita camminando a passo veloce e migliorando l’alimentazione.



Il tumore al seno si allontana dalla propria vita camminando a passo veloce e mettendo nel piatto cereali integrali, legumi, verdure e frutta fresca di stagione. In altre parole, migliorando alimentazione e stile di vita. Ad averlo sperimentato sono oltre 2300 donne operate di carcinoma mammario protagoniste del progetto Diana5, un maxi studio di intervento multicentrico coordinato dai ricercatori dell’Istituto nazionale Tumori (INT) di Milano, Campus Cascina Rosa. Ed è grazie al contributo delle volontarie coinvolte che i ricercatori hanno potuto sperimentare l’effetto "scudo" di un certo stile alimentare e di un’attività fisica moderata, che insieme diminuiscono il rischio di ripresa della patologia tumorale. Secondo quanto emerso nell’ambito del progetto, infatti, le donne con sindrome metabolica (SM) hanno un rischio maggiore di sviluppare nuovamente il tumore rispetto alle donne senza SM, e un rischio ancora maggiore di sviluppare metastasi a distanza.
Lo studio avviato nel 2008, sotto la guida di Franco Berrino, è ormai giunto a conclusione. Le pazienti coinvolte hanno adottato un’alimentazione basata sul consumo di cereali integrali, legumi, verdure di stagione, frutta fresca e semi oleaginosi, e povera di cereali raffinati, zuccheri e carni rosse e conservate. Allo stesso tempo, hanno modificato lo stile di vita, introducendo quotidianamente un’attività fisica moderata: per esempio, 30 minuti di camminata a passo veloce. Nelle donne già operate al seno questo cambiamento prolungato di abitudini si è tradotto in una riduzione dei fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di recidive e metastasi

Quattro i fattori di rischio principali
«I fattori di rischio che abbiamo preso in considerazione - spiega la biologa e nutrizionista dell’INT Anna Villarini - sono stati quattro: presenza di sindrome metabolica, alti livelli di testosterone, elevati valori d’insulina e presenza di recettori ormonali estrogeno-negativi». Divise in due gruppi - d’intervento e di controllo - le volontarie sono state informate sull’importanza di modificare l’alimentazione e di fare attività fisica regolare. Solo le donne rientrate nel gruppo di intervento sono state aiutate nel cambiamento attraverso corsi di cucina, pasti comunitari e conferenze. Il 20% delle donne partecipanti al Progetto Diana 5 presentava SM al momento del reclutamento. 
«La SM è un insieme di fattori che aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, tumorali, diabete e altre patologie cornico-degenerative», precisa Villarini. «La diagnosi di SM si fa quando sono presenti almeno 3 su 5 fattori di rischio: obesità addominale, pressione arteriosa elevata, bassi livelli di colesterolo "buono" HDL, elevati livelli di glicemia e trigliceridi». Dalle analisi emerge che le donne con SM hanno un rischio quasi doppio di recidive e metastasi rispetto alle donne senza SM. 
«Dalle nostre prime analisi - aggiunge l’esperta - emerge che la presenza di SM si associa a una prognosi peggiore, e che la sindrome è influenzata dal nostro modo di mangiare e dall’attività fisica». Una conclusione importante cui i ricercatori sono giunti confrontando l’aderenza alle raccomandazioni del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) con la presenza di SM. «Tra le raccomandazioni - conclude Villarini - le più importanti sembrano essere mangiare principalmente cibi vegetali, tra cui cereali integrali e legumi, e fare ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica».



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