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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/06/2016, 13:26

Parkinson, Mucuna pruriens, rimedi, tremori,



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 Se opportunamente lavorato e somministrato al paziente, ha la stessa efficacia del farmaco tradizionale...



Se opportunamente lavorato e somministrato al paziente, ha la stessa efficacia del farmaco tradizionale in quanto contiene levodopa, il trattamento per eccellenza nella cura del Parkinson. Ad affermarlo è uno studio del Centro Parkinson dell’Ospedale specialistico ortopedico traumatologico Gaetano Pini-CTO di Milano pubblicato sul Journal of Neurological Sciences. Stiamo parlando della Mucuna pruriens, un legume utilizzato come fertilizzante in molti paesi del Sud del mondo con un risvolto più che interessante in campo farmacologico. Per questo i ricercatori guidati da Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson dello storico ospedale milanese e presidente della Fondazione Grigioni per la cura e la ricerca su questa patologia neurologica, hanno iniziato uno studio nel 2012 che conferma l’efficacia della cura del Parkinson con questo legume, nelle zone del mondo dove la levodopa non è disponibile in quanto molto costosa.
«La Mucuna saltata in padella, macinata e triturata - spiega Pezzoli - viene disciolta in acqua nelle dosi indicate. Gli effetti rilevati sui malati di Parkinson sono sorprendenti e pari a quelli del farmaco: i tremori diminuiscono in poco tempo e il malato sta meglio». Evidenze terapeutiche che non provengono da uno dei tanti guru del web, ma da un punto di riferimento a livello nazionale e mondiale per la cura di questa patologia qual è il Centro per la malattia di Parkinson e i disturbi del movimento dell’Istituto Pini-CTO. 
«Seguiamo il paziente e lo prendiamo in carico sin dall’inizio del suo percorso», spiega lo scienziato milanese Pezzoli. «Al Centro accedono dai 1500 ai 1800 nuovi pazienti colpiti dalla malattia ogni anno e il nostro database comprende circa 27 mila pazienti che vengono seguiti sotto ogni aspetto, anche dal punto di vista nutrizionale con ambulatori dedicati, fisioterapia e psicoterapia. È attivo anche un numero dedicato per seguire il paziente a distanza anche il sabato e la domenica».
Sul fronte della prevenzione ancora si può fare poco, ma al Centro Parkinson del Pini sono in corso diversi studi, per esempio sui gemelli, per comprendere le relazioni di tipo genetico della malattia. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, il centro ha infatti istituito a partire da maggio 2002 una "Banca del Dna" dei pazienti affetti da malattia di Parkinson o da disturbi neurologici correlati (parkinsonismi e altre malattie neurodegenerative) allo scopo di promuovere la ricerca sulla genetica di queste malattie. Con gli stessi obiettivi di ricerca e con l’apporto della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e la collaborazione dell’Ospedale Niguarda di Milano, nel 2007 il centro ha istituito anche una Banca dei tessuti nervosi (BTN) unica in Italia.



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