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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
17/06/2016, 16:57

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 Rappresenta un importante fattore di rischio ictus in tutto il mondo l’inquinamento atmosferico, anche quello indoor...



Rappresenta un importante fattore di rischio ictus in tutto il mondo l’inquinamento atmosferico, anche quello indoor tra le mura domestiche, secondo uno studio australiano dell’Auckland University of Technology pubblicato su The Lancet Neurology. Lo smog sarebbe associato a quasi un terzo dei casi di ictus registrati nel 2013.

I risultati, frutto di un’analisi dei fattori di rischio per l’ictus tra il 1990 e il 2013, mostrano anche che oltre il 90% del carico globale di ictus è legato ad aspetti modificabili, la maggior parte dei quali (74%) sono di tipo comportamentale quali fumo, pessima alimentazione e scarsa attività fisica. A detta dei ricercatori il controllo di tali fattori di rischio potrebbe prevenire circa i tre quarti di tutti i casi di ictus, che ogni anno colpiscono circa 15 milioni di persone in tutto il mondo, di cui quasi 6 milioni muoiono e 5 milioni riportano disabilità permanenti. Tra i principali fattori di rischio ictus presi in considerazione a livello globale gli esperti sottolineano ipertensione, dieta povera di frutta, indice di massa corporea (BMI) elevato, dieta ad alto contenuto di sodio, fumo, dieta povera di verdure, inquinamento atmosferico ambientale, inquinamento domestico da combustibili solidi, dieta a basso contenuto di cereali integrali e glicemia alta. Circa un terzo (29,2%) dell’invalidità globale associata a ictus è legata proprio all’inquinamento atmosferico (compreso quello ambientale e dell’aria nelle case), un’emergenza particolarmente osservata nei paesi in via di sviluppo.


Nel 2013, spiegano i ricercatori, il 16,9% del carico globale ictus è stato attribuito all’inquinamento atmosferico ambientale, il cui peso negli anni appare in aumento.



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