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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/06/2016, 18:36

colesterolo,malattie cardiovascolari, cardiopatia ischemica,



Colesterolo-troppo-alto-per-2-milioni-e-mezzo-di-italiani-con-costi-per-la-sanità-esorbitanti


 Pesano sulla bilancia sanitaria per oltre un miliardo di euro gli alti livelli di colesterolo "cattivo" LDL.



Pesano sulla bilancia sanitaria per oltre un miliardo di euro gli alti livelli di colesterolo "cattivo" LDL, di cui soffrono 2,5 milioni di italiani dai 35 ai 79 anni. Soltanto le ospedalizzazioni rappresentano il 96% della spesa complessiva, mentre il restante 4% è per farmaci e assistenza specialistica. Numeri che per il presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) Michele Gulizia devono ridimensionarsi anche grazie alle nuove Linee guida e «a un nuovo standard ufficiale al quale bisogna conformarsi; il tutto contenuto in un documento di consenso, sottoscritto da altre 16 società scientifiche di cardiologia, medicina interna, medicina generale, farmacologia, biochimica e biologia chimica e molecolare, e soprattutto condiviso dall’Istituto superiore di sanità italiano».
Presentato al 47° Congresso nazionale Anmco, che ha da poco chiuso i battenti a Rimini, si tratta del primo documento congiunto e multidisciplinare che intende rivoluzionare il modo di fare medicina contro l’ipercolesterolemia, offrendo finalmente una visione univoca su come vanno trattati i pazienti in funzione del proprio profilo di rischio cardiovascolare. Inoltre sancisce qual è il percorso diagnostico-terapeutico del paziente, anche in relazione a nuovi parametri che non include un valore massimo, ma un valore di riferimento tarato sulle caratteristiche e sulle condizioni di salute del paziente stesso con l’obiettivo di prevenire un infarto al cuore o un ictus cerebrale in chi non li ha mai avuti e per evitare una recidiva in chi è già stato colpito.
Un ampio spazio di analisi viene riservato alla dieta, al movimento aerobico, alla terapia con statine e agli inibitori del riassorbimento del colesterolo, fino alla nuova classe di farmaci inibitori dell’enzima PCSK9; e proprio dei nuovi ritrovati farmacologici se ne chiede la rimborsabilità con criteri di sostenibilità per la nostra economia.
«Gli elevati livelli di colesterolo LDL - osserva Gulizia - sono in assoluto il primo fattore di rischio per lo sviluppo della cardiopatia ischemica, davanti a fumo, diabete, ipertensione e obesità. E la cardiopatia ischemica rappresenta la prima causa di morte tra le malattie cardiovascolari, che rappresentano a loro volta la prima causa di morte nel mondo occidentale. È clinicamente dimostrato che chi ha un’ipercolesterolemia ha una probabilità 3,6 volte maggiore di sviluppare coronaropatie rispetto alla popolazione normale».



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