SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/06/2016, 18:08

sale, sodio, ipertensione, malattie cardiovascolari,



Studio-canadese-mette-in-dubbio-l’utilità-delle-diete-iposodiche-per-la-popolazione-generale


 Diete a basso contenuto di sodio pericolose? A quanto pare sì, secondo i risultati di uno studio canadese.



Diete a basso contenuto di sodio pericolose? A quanto pare sì, secondo i risultati di uno studio su oltre 130 mila persone in 49 paesi diversi condotto dai ricercatori del Population health research institute (PHRI) della McMaster University in Canada e pubblicato su The Lancet. Alle diete iposodiche sarebbe, in realtà, associato un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di morte rispetto a regimi dietetici che prevedono un consumo medio di sale. 
«L’obiettivo - precisa l’epidemiologo Andrew Mente, primo autore dell’indagine - era quello di verificare se il rapporto tra assunzione di sale, mortalità, malattie cardiache e ictus fosse diverso nei soggetti con alti livelli di pressione arteriosa rispetto ai normotesi». Alla fine i risultati dimostrano che, indipendentemente dalla presenza o meno di ipertensione, seguire una dieta a basso contenuto di sodio si associa ad una maggiore frequenza di attacchi cardiaci, ictus e decessi rispetto a un’assunzione media di sale. 
L’assunzione di sodio in Canada è di 3,5-4 g al giorno, mentre alcune linee guida raccomandano consumi a livello di popolazione inferiori a 2,3 g al giorno, un livello osservato da meno del 5% dei canadesi e delle persone in tutto il mondo. I risultati della ricerca non solo dimostrano che esiste un limite, inferiore a 3 g al giorno, sotto il quale una dieta a basso tenore di sodio può essere poco salutare, ma che i danni associati a un elevato consumo di sodio riguardano solo i pazienti ipertesi. La dieta a basso tenore di sodio riduce moderatamente la pressione sanguigna rispetto al consumo medio, a fronte di effetti negativi che potrebbero annullare eventuali benefici. La domanda chiave, quindi, non è se una ridotta assunzione di sodio riduce la pressione, ma se migliora lo stato di salute generale. «Alla luce di questi risultati - conclude Mente - ci chiediamo se non sia opportuno rivedere le linee guida che raccomandano l’assunzione di basse quantità di sodio a livello di popolazione, suggerendo invece un approccio che raccomanda un’assunzione di sale moderata, soprattutto negli ipertesi».



1
Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!