SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
03/06/2016, 11:12

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Un-nuovo-libro-per-combattere-diabete-di-tipo-2-e-sedentarietà-con-l’attività-fisica-


 L’attività fisica regolare riduce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 .Le attuali linee guida raccomandano di effettuare regolarmente attività fisica..



Sono oltre 23 milioni (40%) gli italiani che dichiarano di condurre una vita sedentaria. A confermarlo sono i più recenti dati del Coni, in accordo con le ultime stime diffuse dall’Istat, in base a cui solo il 21,9% dichiara di praticare attività sportiva in modo continuativo, il 9,2% in maniera saltuaria, mentre il 29,7% dichiara di fare qualche forma di attività fisica come passeggiate di almeno 2 km, nuoto, bicicletta o altre forme di attività motoria. Una vera e propria "epidemia" con pesanti ricadute sulla salute.
«nei soggetti con intolleranza al glucosio e le complicanze macrovascolari associate al diabete. L’Aerobics Centre Longitudinal Study, per citarne uno, ha dimostrato come la mortalità per eventi cardiovascolari nell’arco di 12 anni fosse inferiore del 60% nei soggetti con un allenamento cardiorespiratorio medio-alto, cioè in persone che fanno esercizio fisico regolarmente, e del 40% nei soggetti attivi rispetto ai sedentari», sostiene Stefano Balducci, presidente dell’Associazione fitness metabolica onlus e coordinatore nazionale del Gruppo di studio AMD-SID "Attività fisica e diabete", nonché coautore insieme a Silvano Zanuso e Giuseppe Pugliese del volume "Diabete di tipo 2 e attività fisica: dalle evidenze scientifiche all’applicazione pratica" presentato a Roma in occasione di "Runfest 2016 - La città del benessere".

Le regole per rimanere in salute
Le attuali linee guida raccomandano infatti a tutte le persone, sia con diabete sia senza, di effettuare regolarmente attività fisica almeno 3 volte a settimana. «Non solo le attività aerobiche quali cammino (walking), nuoto e bicicletta, ma anche l’allenamento di forza, mediante sollevamento di pesi liberi o l’utilizzo di macchine specifiche, producono effetti positivi sulla salute e in particolare sul controllo glicemico e sui fattori di rischio cardiovascolare» avverte Silvano Zanuso, visiting professor in Clinical exercise science all’Università di Greenwich, Londra. «Anche una singola sessione di attività fisica a bassa intensità si è dimostrata in grado di ridurre l’iperglicemia nelle successive 24 ore, ma i reali benefici si hanno quando attività fisica ed esercizio strutturato diventano componenti dello stile di vita», sottolinea Zanuso.
Mancanza di tempo, stanchezza, mancanza di motivazione e di supporto da parte della famiglia sono alcuni ostacoli denunciati al raggiungimento di uno stile di vita più attivo. Anche il supporto del medico è importante: è necessario, infatti, "alfabetizzare" anche medici e specialisti dell’esercizio fisico affinché l’uno possa prescrivere programmi di esercizio fisico alle persone con diabete e l’altro possa capire come lavorare con una persona con diabete. «Il libro colma una carenza importante nella letteratura», afferma Giuseppe Pugliese dell’università La Sapienza e dirigente dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. «Include informazioni essenziali affinché sia il medico sia lo specialista dell’esercizio siano in grado di prescrivere, e applicare in maniera efficace e sicura, un programma di esercizio fisico per una persona con diabete di tipo 2».

I progetti di "urban health"
Altri ostacoli che si frappongono all’adozione di uno stile di vita più attivo sono la mancanza di strutture adatte, scarsità di risorse economiche, degrado ambientale, mancanza di parchi e piste ciclabili. In questo contesto si inseriscono i progetti di urban health e in particolare Cities Changing Diabetes, l’iniziativa lanciata da Steno Diabetes Center dell’University College di Londra e Novo Nordisk, con l’obiettivo di evidenziare il legame fra diabete e città e di promuovere iniziative capaci di salvaguardare la salute dei cittadini prevenendo il diabete. Il progetto, infatti, si focalizza più sui fattori sociali e culturali della malattia, spesso tralasciati, che sugli aspetti clinici.
«L’atletica leggera può essere uno strumento prezioso per migliorare le condizioni di vita della popolazione», commenta Alfio Giomi presidente Fidal. «Perché adottare uno stile di vita sano e sportivo, fin dalla tenera età, significa scegliere la salute. E chi meglio della regina degli sport? Ci piace dire che "l’atletica è la porta dello sport e della salute", uno slogan che abbiamo adottato anche in occasione dell’accordo con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp): il progetto pilota sta già coinvolgendo 247 pediatri in 11 città di tutta Italia. Non solo: Fidal sta portando avanti una serie di iniziative, fra cui Runcard il Progetto parchi, L’Atletica va a scuola, tutte rivolte alla promozione di uno stile di vita sano e all’insegna del movimento».



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