SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
27/05/2016, 20:02

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 A scatenare la psoriasi, insieme alla predisposizione genetica, sembrano essere anche i disordini psichici e mentali e lo stress con...



A scatenare la psoriasi, insieme alla predisposizione genetica, sembrano essere anche i disordini psichici e mentali e lo stress con ricadute pesanti sul paziente costretto a sopportare un carico di sofferenza fisica, psicologica sociale ed economica che alla lunga impediscono di vivere una vita piena. «La psoriasi - spiega Aurora Parodi, direttore della Clinica dermatologica all’Ospedale S. Martino di Genova e presidente del 91° Congresso nazionale della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST) di Genova - è una malattia che può essere molto dolorosa e difficile da trattare, con un impatto significativo sulla vita di una persona e comorbidità fisiche e psicologiche che interagiscono in una menomazione permanente. È quindi importante non solo curarla, ma interagire con il paziente affinché possa viverla al meglio, innalzando le proprie aspettative di qualità di vita». In Italia, secondo le stime più recenti, sono circa 2,5 milioni i malati affetti da psoriasi. La maggior parte di loro (circa l’80 %) soffre di psoriasi a placche lieve o moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma moderata-grave che, in alcuni casi, richiede l’ospedalizzazione. Nonostante il grave impatto sulla qualità della vita del paziente, la psoriasi rimane spesso una patologia sottovalutata. «La psoriasi è una grave malattia cronica - afferma Antonio Costanzo, ordinario di dermatologia all’Università Humanitas - che, non trattata, può mettere i pazienti ad aumentato rischio di altre gravi condizioni di salute, tra cui malattie cardiache di una certa rilevanza. A dimostrarsi più efficaci sono i farmaci che agiscono direttamente su l’interleuchina IL-17A, una proteina (citochina) che svolge un ruolo chiave nel sostenere l’infiammazione sottostante alla psoriasi. Recente, invece, è l’approvazione di un nuovo trattamento con un anticorpo monoclonale umanizzato, ixekizumab, che evidenzia dati positivi con elevati livelli di scomparsa totale delle lesioni». Una malattia complessa, dunque, con ricadute anche relazionali dove lo stress gioca un ruolo specifico. Il legame fra stress e psoriasi è collegato al rilascio, da parte delle terminazioni nervose, di molecole in grado di interagire con i mastociti, diretti responsabili di un aumento dell’infiammazione neurogenica. «In questo scenario - avverte Anna Graziella Burroni, specialista in dermatologia e malattie veneree dell’Ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di dermatologia psicosomatica (Sidep) - l’approccio olistico al paziente, che integri biologia e medicina psicosociale, è fondamentale». 


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