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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/05/2016, 11:00

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 Valutare meglio i rischi per la salute causati dall’ipertensione è possibile, a patto di prevedere l’evoluzione dei valori pressori dalla mezza età in poi ...



Valutare meglio i rischi per la salute causati dall’ipertensione è possibile, a patto di prevedere l’evoluzione dei valori pressori dalla mezza età in poi con ricadute vantaggiose per il paziente: la messa a punto di strategie personalizzate in grado di prevenire l’ictus e altre patologie ad esso correlate. A confermarlo è uno studio appena pubblicato su Hypertension. «L’ipertensione è il fattore di rischio principale per l’ictus, e nelle persone tra i 50 e i 75 anni i valori pressori possono aumentare nel giro di qualche anno» spiega il neuroepidemiologo Arfan Ikram dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam in Olanda, che con altri colleghi ha monitorato per oltre 20 anni la pressione sistolica di quasi 7000 persone tra i 55 e i 106 anni residenti in un sobborgo di Rotterdam. 
I ricercatori hanno così identificato 4 distinte tipologie evolutive dei valori pressori: graduale aumento da valori normali di 120 mmHg ad elevati di 160 mmHg (tipo 1), la più comune; rapido aumento da valori normali a valori molto elevati di 200 mmHg (tipo 2); valori moderatamente alti di 140 mmHg già a partire dalla mezza età (tipo 3), che non variano nel tempo; valori già elevati alla mezza età di 160 mmHg, in riduzione dopo i 65 anni (tipo 4), comune nei pazienti in terapia farmacologica. Dopo opportuni calcoli è emerso che il rischio di morte per ictus e per tutte le cause sarebbe maggiore nei tipi 2 e 4. Le persone con ipertensione di tipo 3 avrebbero, invece, il rischio di ictus più elevato in assoluto, ma minori probabilità di morte per altre malattie. Infine, i soggetti con ipertensione di tipo 1 presenterebbero un rischio di morte ridotto sia per ictus sia per infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco e malattie renali. 
In conclusione, la pressione sanguigna va misurata regolarmente in quanto può cambiare molto nell’arco di un paio d’anni, aumentando il rischio di incidenti cerebro e cardiovascolari acuti con destini diversi. Un aspetto che consentirebbe al medico di personalizzare le strategie di prevenzione.



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