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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
13/05/2016, 14:26

gengive, parodontite, piorrea, denti, dentista,



Gengive-in-fiamme-per-milioni-di-italiani,-ma-il-40%-di-loro-si-cura-“fai-da-te”


 La parodontite un problema che interessa 20 milioni di italiani over 35, di cui appena il 30% conosce davvero le conseguenze.



Un miliardo di batteri su un solo dente: dopo 4 ore da un pasto, se non ci si lavano accuratamente i denti, la placca batterica si moltiplica e da 1 g di germi, pari a circa 100 mila microrganismi, crea un "film" che facilita la comparsa di carie e soprattutto infiammazione gengivale. Un problema che interessa 20 milioni di italiani over 35, fra i quali 8 milioni hanno una parodontite grave e 3 milioni rischiano di perdere i denti. Nonostante tutto, di fronte a gengive dolenti, arrossate, infiammate e sanguinanti in seguito a spazzolatura, 4 italiani su 10 non si rivolgono al dentista e provano il fai-da-te.
Vitamine o integratori, intrugli a base di erbe, una dieta diversa o al massimo un collutorio per denti sensibili. Così, 8 volte su 10 il disturbo persiste fino ad aggravarsi, ma molti continuano a non preoccuparsi. Insomma, gli italiani hanno le idee confuse e non sanno cosa sia la parodontite, un mistero per il 70% dei connazionali. A dimostrarlo è un’indagine promossa dalla Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp) secondo cui solo 1 italiano su 3 conosce le conseguenze della parodontite, dalle infezioni alla possibile perdita di elementi, e appena l’8% sa che questa malattia è la stessa cosa della piorrea, termine con cui la si indicava più spesso in passato. Il 90% dei connazionali vorrebbe più informazioni e non è soddisfatto delle proprie conoscenze sulla salute delle gengive: vorrebbe perciò avere notizie chiare e corrette dal proprio dentista (95%), da un’associazione scientifica qualificata (77%) o da siti internet gestiti da fonti autorevoli e indipendenti (83%). Una fotografia che ha convinto la Sidp ad avviare una campagna di sensibilizzazione sulla malattia parodontale, patrocinata dal ministero della Salute, con spot radiofonici e televisivi e il sito gengivepuntoorg, dove trovare tutte le informazioni utili per mantenere il cavo orale in salute.
L’indagine, condotta dall’Istituto di ricerche Key-Stone su un campione di 1000 adulti, mostra che la fantasia degli italiani di fronte ai disturbi gengivali è molto spiccata: 1 su 3 prova a risolverli con un collutorio specifico, il 15% cambia dentifricio, il 10% tenta con il risciacquo mediante rimedi naturali, ma c’è pure chi si affida a dieta, vitamine o persino antibiotici fai-da-te. In totale, circa 12 milioni di italiani si inventano una cura per arginare sintomi come gengive sanguinanti (47% della popolazione), che si ritraggono (29%) o sono dolenti (26%), tutti segni d’infiammazione cui porre rimedio. 
«Sono circa 20 milioni gli over 35 con disturbi associabili alla parodontite che richiederebbero un approfondimento diagnostico, ma pochi si rendono conto che si tratta di sintomi da non sottovalutare e 4 su 10 non si rivolgono al dentista» spiega Claudio Gatti, presidente Sidp. «La gengivite non curata si trasforma spesso in parodontite, la sesta malattia più frequente al mondo e, nella sua forma grave, la prima causa di perdita di elementi dentari». Stando ai dati dell’indagine, i sintomi peraltro compaiono sempre prima: il 43% della popolazione tra i 20 e i 34 anni ha già avuto almeno una volta un segno di sofferenza gengivale che quasi sempre si risolve da sé, ma che non dovrebbe essere sottovalutato come campanello d’allarme di una fragilità gengivale. A rischio sono soprattutto gli italiani al Sud: il 54% di loro ha sintomi di gengivite rispetto al 42% di coloro che vivono al Nord. 
«L’errore più tipico - avverte l’esperto - è la mancata conoscenza dei termini parodontite e piorrea: sono la stessa cosa, ma pochissimi lo sanno e la seconda viene percepita come più grave o come esito di parodontite di cui appena il 30% conosce davvero le conseguenze». La scarsa conoscenza dell’argomento è sentita anche dai cittadini, come mostrano i risultati dell’indagine. Solo nell’8% dei casi dichiarano di aver sentito parlare dei disturbi gengivali in televisione o per radio in modo approfondito. La maggioranza utilizza internet per informarsi su problemi di salute, per cui è forte anche la richiesta di siti gestiti da fonti autorevoli e piattaforme dove poter trovare i contributi di parodontologi. 



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