SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/05/2016, 12:25

frutti rossi, salute, cervello, memoria,



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 I pigmenti rossi e blu della frutta sono in grado di raggiungere il cervello rapidamente con un effetto benefico sulla salute.



Non è solo l’alcol a raggiungere il cervello rapidamente. Esistono molecole altrettanto veloci che, in più, hanno un effetto benefico sulla salute: si tratta dei pigmenti rossi e blu della frutta. A confermarlo è una ricerca dell’Università di Trieste insieme alla Fondazione Edmund Mach, recentemente pubblicato sulla rivista britannica Scientific Reports. Un contributo scientifico di alto livello a favore della valorizzazione nutrizionale della frutta rossa come mora, lampone, ribes nero, ciliegie dolci, prugne, uva rossa. 
Cianidina 3-glucoside è il nome chimico di uno dei più comuni pigmenti rossi presenti nei frutti di bosco e nell’uva, ma anche nella verdura e soprattutto nel riso nero. Sintetizzata solo dalle piante, è una molecola 10 volte più voluminosa dell’etanolo che riesce ad attraversare la barriera cellulare che separa il sangue dal cervello (barriera ematoencefalica) con sorprendente facilità. 
«Per attraversare le membrane cellulari - spiegano i ricercatori Sabina Passamonti dell’Università di Trieste e Fulvio Mattivi della Fondazione Edmund Mach (FEM) - questi pigmenti devono trovare dei punti di passaggio specifici: i trasportatori di membrana. La situazione si complica nel caso del passaggio dal sangue al cervello, perché vi si frappone la barriera ematoencefalica, una sorta di membrana super selettiva. Questa fa passare solo poche molecole, come il glucosio o certi aminoacidi». 
Più del 98% delle restanti molecole, presenti nel sangue, è bloccato all’esterno. La barriera ematoencefalica ha la funzione di garantire al cervello un ambiente chimico-biologico strettamente controllato. Infatti, il nostro "super computer" non può essere disturbato da variazioni chimiche indotte dall’ambiente. Perciò sorprende scoprire che la barriera ematoencefalica lasci, invece, passare piccole quantità di pigmenti presenti nel nostro cibo e ne consenta un dinamico equilibrio con il sangue. Secondo i dati emersi dalla ricerca FEM, i pigmenti potrebbero raggiungere dei bersagli molecolari rappresentati dal tessuto nervoso centrale esercitando un’efficace azione di mantenimento dell’integrità dei circuiti nervosi e delle facoltà cognitive fino alla tarda età



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