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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
29/04/2016, 18:43

binge drinking, App, alcol, fumo, droga, prevenzione,



Abbuffate-alcoliche,-è-in-arrivo-una-nuova-App-per-smartphone-anti-binge-drinking


 Il suo nome è D-ARIANNA, l’App in grado di proteggere i ragazzi (ma non solo) dai pericoli del "binge drinking"...



Il suo nome è D-ARIANNA, con il compito di dimezzare in appena 2 settimane il rischio di abbuffate alcoliche nei giovani. Si tratta della nuova App per smartphone, sviluppata dal Dipartimento di medicina e chirurgia dell’università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’University College London (UCL), in grado di proteggere i ragazzi (ma non solo) dai pericoli del "binge drinking", ovvero l’assunzione smodata di alcol finalizzata al rapido raggiungimento dell’ubriachezza e praticata generalmente in occasione di feste o durante il fine settimana. L’efficacia del nuovo guardiano digitale D-Arianna, scaricabile gratuitamente da Google Play, Apple Store e National Health Apps Library del Regno Unito, è stata dimostrata in uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health, che ha coinvolto 507 giovani tra i 18 e i 24 anni (264 donne e 243 uomini), reclutati vicino a pub, discoteche e aree concertistiche dell’area metropolitana di Milano.      
Con il termine "binge drinking", precisano gli esperti dell’ateneo milanese, si definisce l’assunzione consecutiva di oltre 5 bevande alcoliche per gli uomini e 4 per le donne. D-ARIANNA (Digital-Alcohol RIsk Alertness Notifying Network for Adolescents and young adults) permette di stimare il rischio relativo di super bevute grazie a una serie di domande: per esempio sul consumo di alcol e droghe. L’applicazione è stata messa a punto da un team di ricercatori coordinati dagli psichiatri Giuseppe Carrà e Massimo Clerici dell’Università di Milano-Bicocca, insieme allo psichiatra Paul Bebbington di UCL.
Tra le domande proposte dall’App il rapporto con alcol, fumo e droghe a livello personale e nella cerchia di amici, l’età in cui si è iniziato a fare uso di alcol e altre sostanze, il successo negli studi, l’attività lavorativa svolta, il background familiare e sociale, le convinzioni sugli effetti (anche sociali) dell’alcol. Sulla base delle risposte si ottiene un punteggio complessivo con 3 livelli di rischio: basso (0-43%), moderato (43,1-82%), alto (82,1-100%). Lo stesso test ripetuto dopo 2 settimane ha evidenziato il dimezzamento del binge drinking tra i partecipanti, passando dal 37% al 18%. 
L’App, disponibile in lingua italiana e inglese, è rivolta principalmente ai giovani coinvolti o potenzialmente coinvolti nel fenomeno del binge drinking: per esempio i frequentatori più assidui di discoteche e luoghi di ritrovo



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