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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
22/04/2016, 19:24

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 I broccoli provenienti dalla Cina sono il prodotto alimentare meno sicuro, con la quasi totalità dei campioni (92%) risultati irregolari per la presenza di residui chimici.



I broccoli provenienti dalla Cina sono il prodotto alimentare meno sicuro, con la quasi totalità dei campioni (92%) risultati irregolari per la presenza di residui chimici. Ma a preoccupare è anche il prezzemolo del Vietnam (irregolare al 78%) e il basilico dall’India (fuori norma in 6 casi su 10). È quanto emerge dalla "Black list dei cibi più contaminati" presentata da Coldiretti, sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2015 sui Residui dei fitosanitari in Europa, al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani con i trattori a difesa della dieta mediterranea.
La conquista della vetta della classifica da parte della Cina non è un caso: anche nel 2015 il gigante asiatico ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione europea, secondo un’elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti.
Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, 386 (15%) hanno riguardato il gigante asiatico che in Italia nello stesso anno ha praticamente quintuplicato (+379%) le esportazioni di concentrato di pomodoro che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. Nella classifica dei prodotti più contaminati elaborata da Coldiretti ci sono però anche le melagrane dall’Egitto che superano i limiti in un caso su tre (33%), ma fuori norma dal paese africano sono anche l’11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni all’importazione concesse dall’Unione europea. Con una presenza di residui chimici irregolari del 21%, i pericoli vengono anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia contaminati in un caso su 10.
Secondo Coldiretti, i problemi riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana, che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di Spinosad e Cypermethrin. Così com’è risultato irregolare il 15% della menta del Marocco, un altro paese cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L’accordo con il Marocco è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa. «Non c’è più tempo da perdere - avverte il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri».



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