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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
22/04/2016, 19:18

Leucemia acuta promielocitica, diagnosi, emorragie, piastrine, coagulazione, salute che fare,



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 L’informazione è alla base della diagnosi della Leucemia acuta promielocitica, (LAP) una rara forma di leucemia che ogni anno colpisce circa 150 italiani.



L’informazione è alla base della diagnosi della Leucemia acuta promielocitica, (LAP) una rara forma di leucemia che ogni anno colpisce circa 150 italiani. L’esordio della patologia improvviso può in alcuni casi essere caratterizzato dalla comparsa di una grave sintomatologia emorragica dovuta alla presenza di un ridotto numero di piastrine e all’alterazione dei meccanismi della coagulazione.
La progressione della patologia è molto rapida: circa il 10-20% dei pazienti va incontro a emorragie maggiori fatali (per esempio cerebrali) ancor prima di poter ricevere la diagnosi ed essere sottoposti al trattamento. Per questo è fondamentale una diagnosi precoce che consenta un intervento rapido.
"Teva Italia ha deciso di organizzare un media tutorial sulla Leucemia Acuta Promielocitica (LAP), ha spiegato Enrica Bucchioni, Direttore Medico di Teva Italia, "perché sentivamo l’esigenza di sensibilizzare i media, e dunque cittadini e medici, su questa patologia emato-oncologica rara. Se diagnosticata in modo corretto e tempestivo e gestita adeguatamente, è infatti possibile salvare vite umane."
«La prima descrizione della LAP risale alla fine degli Anni ’50 ad opera del medico norvegese Leif Hillstad - spiega Felicetto Ferrara, direttore dell’UOC Ematologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli - che la definì "la forma più maligna di leucemia acuta". Successivamente l’ematologo francese Jean Bernard, dell’Hòpital Saint Luis di Parigi, pubblicò una descrizione più dettagliata della patologia dopo aver documentato una serie di casi e sottolineò il decorso iperacuto della malattia con frequenti episodi emorragici."
«Uno dei casi clinici più emblematici descritti da Bernard - sottolinea Francesco Lo Coco, ordinario di Ematologia del Dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell’Università Tor Vergata di Roma - è quello di un giovane ciclista apparentemente in ottimo stato di salute che, all’indomani di una gara agonistica, iniziò ad accusare un po’ di stanchezza. Il giorno successivo comparvero piccole macchie emorragiche cutanee (petecchie), dovute al calo del numero di piastrine nel sangue. Due giorni dopo si manifestò un’emorragia cerebrale massiva, alla quale purtroppo dopo soli 4 giorni dalla gara il giovane atleta non sopravvisse. Se la LAP non viene identificata in tempi rapidi in centri di riferimento esperti e attrezzati per affrontarne la gestione, il rischio di mortalità precoce è molto elevato».
«Oggi la LAP è una patologia che può essere curata», sostiene Giuseppe Rossi, direttore della SC Ematologia e Dipartimento di Oncologia clinica dell’ASST Spedali Civili di Brescia. «Il 90% dei pazienti cui viene diagnosticata la patologia può guarire grazie alle recenti scoperte scientifiche per le quali è stato fondamentale il contributo della ricerca italiana, in particolare del Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto (Gimema), fondato dall’ematologo Franco Mandelli. L’armamentario terapeutico a nostra disposizione si basa su farmaci mirati, associati alla trasfusione di concentrati piastrinici ed altri emoderivati come il plasma fresco congelato».



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