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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/04/2016, 11:25

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Aumenta-tra-gli-italiani-il-consumo-di-alcolici-fuori-pasto-anche-tra-gli-adulti-di-mezz’età


 Cresce il numero degli italiani che consumano occasionalmente bevande alcoliche fuori pasto, così come è in aumento il fenomeno del "binge drinking" ...



Cresce il numero degli italiani che consumano occasionalmente bevande alcoliche fuori pasto, così come è in aumento il fenomeno del "binge drinking" (l’abbuffata di alcolici per ubriacarsi) soprattutto tra le donne di 25-44 anni. Nel 2015 sono stati 8,5 milioni gli italiani che hanno manifestato comportamenti a rischio, con un aumento dell’1,4% rispetto al 2014 di quanti consumato alcolici nell’arco di un anno. Sono questi i dati 2016 sull’uso e sull’abuso di alcol in Italia, pubblicato dall’Istat e presentato ieri a Roma nel corso dell’Alcohol prevention day promosso da Iss e Osservatorio nazionale Alcol-Cnesps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute).
Nel 2015 il 64,5% della popolazione sopra gli 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Secondo il report la diffusione del consumo di alcol è in diminuzione negli ultimi 10 anni, ma il modello di consumo tradizionale basato sulla consuetudine di bere vino durante i pasti con frequenza giornaliera sta progressivamente cambiando e quote sempre maggiori di popolazione consumano alcolici al di fuori dei pasti con frequenza prevalentemente occasionale.
Secondo Emanuela Bologna, ricercatrice Servizio struttura e dinamica sociale dell’Istat, «le modalità degli italiani nel consumare l’alcol stanno cambiando: il consumo giornaliero è stabile (22,2% della popolazione), ma cresce quello occasionale fuori pasto con aperitivi e dopocena, soprattutto nella fascia benestante e di livello culturale elevato. Inoltre, se i giovani preferiscono la birra al vino, i luoghi dove si eccede di più con il binge drinking, non sono la discoteca o il pub, ma tra gli over 30 casa propria».
A lanciare un avvertimento contro il consumo anche moderato di alcol è Andrea Ghiselli, dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione di Roma, secondo cui il tradizionale bicchiere di vino inserito nella piramide alimentare e nelle diete «non deve esserci più, perché non è nutriente e ha un rischio cancerogeno. Meglio un dolce, se proprio si vuole "sgarrare" ogni tanto».
«Negli anni - prosegue l’esperto - abbiamo assistito a una rivoluzione nelle indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche: siamo passati dall’alcol considerato come energia per l’organismo ai rischi del suo consumo. Oggi le ultime linee guida dicono che la dose giornaliera deve essere di 2 unità alcoliche (20 g) per i maschi e 1 unita alcolica (10 g) per le donne. Possono bere, consapevoli di assumersi comunque un rischio seppur basso, gli adulti over 25, chi è sano, le donne non in gravidanza. E se si ha una alimentazione equilibrata».



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