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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
08/04/2016, 19:25

colesterolo, infarto, cuore, aderenza terapia, 16 aprile,



Open-day-nelle-cardiologie-italiane-sull’importanza-della-colesterolemia-e-sulla-prevenzione-del-secondo-infarto


 Proteggere il cuore per evitare pericolose ricadute è il messaggio al centro della campagna "Amico del cuore: dopo l’infarto il colesterolo conta".



Colesterolo "blindato", soprattutto dopo un infarto, con un occhio di riguardo verso il colesterolo "cattivo" che deve restare sotto i 70 mg/dL per ridurre del 25% il rischio di un secondo incidente cardiaco. Nei primi due anni successivi all’attacco cardiaco, infatti, la probabilità di essere nuovamente ricoverati è superiore al 60% e nel 30% dei casi dipende da una nuova sindrome coronarica acuta. Sotto accusa è soprattutto l’adesione dei pazienti al trattamento, che già un anno dopo l’infarto si dimezza. Proteggere il cuore per evitare pericolose ricadute è il messaggio al centro della campagna "Amico del cuore: dopo l’infarto il colesterolo conta", promossa dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), dalla Fondazione per il tuo cuore e da Conacuore onlus. Il percorso educativo-informativo, che si rivolge alle persone che hanno già avuto un infarto e alle loro famiglie, si incentra sull’open day nelle cardiologie italiane, in programma sabato 16 aprile in 14 città italiane collegate via satellite. Attraverso il sito web, un video e materiali informativi distribuiti nelle unità di terapia intensiva coronarica (Utic) e nelle cardiologie italiane si informeranno i pazienti sull’importanza di cambiare il proprio stile di vita, controllare regolarmente i valori del colesterolo, assumere con costanza le terapie prescritte e, se non si riescono a raggiungere i target terapeutici, rivolgersi al medico che valuterà terapie alternative. L’impatto delle recidive di infarto, ricordano gli specialisti, si può ridurre con una dieta equilibrata, l’attività fisica regolare, evitando il fumo e, soprattutto, controllando i fattori di rischio, in particolare il colesterolo. Tra i materiali che saranno distribuiti ai pazienti nel corso dell’open day del 16 aprile un kit per aiutare i pazienti a conoscere meglio il colesterolo e controllare i valori di quello cattivo, con un opuscolo ricco d’informazioni e un regolo che aiuta a verificare i propri valori di colesterolo LDL, a partire dai valori dei trigliceridi e quelli del colesterolo totale, più frequentemente presente nelle analisi del sangue.
«Non riuscire a portare il colesterolo LDL sotto i 70 mg/dL - afferma Michele Massimo Gulizia, presidente Anmco - è un problema piuttosto frequente tra i pazienti che hanno avuto un infarto, spesso legato a una non soddisfacente aderenza alle terapie. A 12 mesi dalla dimissione l’aderenza è già bassa, con una percentuale pari a circa il 24%: i pazienti con ridotta aderenza hanno un rischio di complicanze fino al 50% maggiore. 
«Nel primo anno dopo l’evento coronarico acuto - spiega Antonio Amico, direttore dell’Unità operativa di cardiologia-Utic, Ospedale San Giuseppe da Copertino di Copertino in provincia di Lecce - la mortalità extraospedaliera raggiunge il 12%, di cui il 10% è riconducibile a recidiva di infarto miocardico. Riducendo di 39 mg/dL in 5 anni il colesterolo LDL, è possibile abbassare del 23% il numero di nuovi eventi coronarici maggiori. Se invece il target terapeutico non viene raggiunto, abbiamo la certezza quasi matematica che si andrà incontro a un peggioramento della prognosi con un impatto diretto sulla mortalità».



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