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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
08/04/2016, 19:18

olfatto, invecchiamento, anziano, alzheimer, malattie degenerative



Anche-l’olfatto-diventa-un-campanello-di-allarme-di-invecchiamento-precoce-


 Attraverso l’olfatto da oggi si può in un certo qual senso prevedere.A dimostrarlo per la prima volta è una ricerca italiana...



Invecchiare, magari anche precocemente, da oggi si può in un certo qual senso prevedere. Come? Attraverso l’olfatto, il senso che quotidianamente ci fa arricciare il naso per i cattivi odori o mandarci in estasi per il profumo che fuoriesce dalla cucina di casa. A dimostrarlo per la prima volta è una ricerca italiana, pubblicata sulla rivista scientifica Oncotarget, su 622 connazionali dai 5 ai 105 anni (256 maschi e 366 femmine) che prova l’esistenza di 3 fenotipi olfattivi distribuiti nella popolazione in maniera non lineare. Questo significa che, se un ragazzo esprime un fenotipo "anziano", è più a rischio di una serie di patologie degenerativa che potrebbero arrivare solo a distanza di anni. 
«Ma il fenotipo anziano nel giovane - sostiene Andrea Mazzatenta del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, primo autore dello studio insieme ai colleghi della Scuola normale superiore di Pisa, dell’Istituto di neuroscienze del Cnr-Pisa, dell’AOU pisana e dell’Università dell’Aquila - può essere anche la spia del rischio di malattie croniche neurodegenerative come l’Alzheimer, che colpiscono per primo appunto il sistema olfattivo». 
Inoltre abbiamo individuato tre fenotipi differenti: quello giovanile, quello maturo e quello anziano". La frequenza di questi tre fenotipi, scrivono gli autori, dipende dunque dall’età. Una scoperta che apre le porte a nuove teorie dell’invecchiamento. Se fino ad ora si pensava che l’accumulo di radicali liberi e l’alterato processo di riparazione del Dna la facessero da padrone nel processo di invecchiamento, secondo nuove teorie sembrerebbe invece entrare in gioco il metabolismo cellulare accelerato. È un po’, suggeriscono gli esperti, come accade agli sportivi professionisti che alla fine della loro carriera agonistica appaiono più vecchi rispetto ai coetanei: in pratica è come se avessero "usurato" il loro fisico in anni di allenamenti e gare. «I fenotipi olfattivi che abbiamo individuato - conclude il ricercatore abruzzese - potrebbero rappresentare un ulteriore campanello d’allarme per fare piena luce su un meccanismo complesso come quello dell’invecchiamento».



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