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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
01/04/2016, 17:18

ictus cerebrale, stile di vita, sana alimentazione, frutta, verdura, dieta, prevenzione,



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 Olio d’oliva, frutta, verdura e pesce azzurro riducono fino al 20% il rischio di ictus cerebrale, che rappresenta ancora ...



Olio d’oliva, frutta, verdura e pesce azzurro riducono fino al 20% il rischio di ictus cerebrale, che rappresenta ancora la seconda causa di morte in tutto il mondo e la terza nei paesi industrializzati. Con previsioni ancora meno confortanti: entro il 2020 la mortalità rischia di raddoppiare a causa dell’invecchiamento della popolazione
L’ictus cerebrale, però, non solo si può curare, ma si può prevenire nell’80% dei casi: le linee guida nazionali e internazionali raccomandano, infatti, di seguire adeguati stili di vita in grado di tenere sotto controllo sovrappeso e obesità, attraverso l’attività fisica moderata e costante e un’alimentazione sana come quella che prevede la dieta mediterranea. Per questo, in occasione di "Aprile mese della prevenzione dell’ictus cerebrale", la Federazione ALICe Italia onlus con le sue oltre 70 associazioni locali darà vita a diverse iniziative di prevenzione, sensibilizzazione e informazione su questa patologia grave e disabilitante con una testimonial d’eccezione: Valentina Vezzali.
"Con campagne informative come quella di aprile - sottolinea Francesco Gaballo, vicepresidente dell’associazione - ALICe Italia onlus intende ridurre l’incidenza dell’ictus cerebrale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite proprio attraverso la diffusione della conoscenza della patologia e dei suoi principali fattori di rischio». E la prevenzione inizia a tavola: in numerosi studi epidemiologici, infatti, la dieta rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabile. Secondo l’Oms sono circa 2,6 milioni l’anno i decessi attribuibili a un inadeguato consumo di frutta e verdura. Aumentandone il consumo individuale fino a 600 g al giorno, si potrebbe ridurre il rischio di infarto e ictus rispettivamente del 31 e del 19%.



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