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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
25/03/2016, 10:38

tiroide, mal di primavera, ipotiroidismo, ipertiroidismo, TSH, iodio,



Con-la-bella-stagione-arrivano-stanchezza-e-nervosismo,-ma-spesso-dietro-c’è-un-disturbo-tiroideo


 Con l’allontanarsi della stagione invernale sono sempre di più le persone colpite dal cosiddetto "mal di primavera". I sintomi che perdurano nel tempo potrebbero celare un disturbo tiroideo.



Con l’allontanarsi della stagione invernale sono sempre di più le persone colpite dal cosiddetto "mal di primavera", un’alterazione dello stato di salute generale caratterizzata da stanchezza, nervosismo, cattivo umore, ansia, irrequietezza, insonnia e mancanza di concentrazione. «Attenzione - spiega Paolo Vitti, presidente eletto della Società italiana di endocrinologia (Sie) - che tali sensazioni di malessere, accompagnate da sintomi aspecifici che perdurano nel tempo senza trovare soluzione, non siano invece la spia di un disturbo tiroideo». A sostenere l’ipotesi sono i circa 6 milioni gli italiani colpiti da una malattia della tiroide: gozzo nodulare, ipotiroidismo e ipertiroidismo sono le più diffuse, senza contare coloro che non sanno ancora di essere malati proprio a causa di un quadro aspecifico di sintomi in grado di complicare la diagnosi.
«La tiroide - spiega Vitti - viene troppo spesso sottovalutata in fase di diagnosi perché i sintomi sono frequentemente sovrapponibili a quelli causati da altre malattie. Ma fare la diagnosi è facile attraverso una semplice analisi del sangue con la quale si misurano gli ormoni tiroidei e il TSH, ormone prodotto dall’ipofisi, che regola la funzione tiroidea».
Quando la tiroide lavora poco (ipotiroidismo) tutte le funzioni dell’organismo rallentano e si notano frequenza cardiaca bassa, ingiustificata sensazione di freddo, stanchezza, pelle secca, gonfiori, memoria più labile, riflessi più lenti, depressione e stipsi. Quando la tiroide lavora in eccesso (ipertiroidismo) si osserva tachicardia, nervosismo, irritabilità, ansia, tremore delle mani, insonnia, senso di calore e aumento della sudorazione, dimagrimento ingiustificato, fragilità di capelli e unghie, debolezza muscolare, alterazioni delle mestruazioni, con comparsa di esoftalmo (occhi sporgenti) dovuto ad infiammazione dei muscoli oculari e del tessuto adiposo presente nelle orbite.
«Tra le cause responsabili di disturbi alla tiroide - aggiunge Vitti - c’è la carenza di iodio, componente essenziale degli ormoni tiroide. Un deficit di iodio in gravidanza può portare a un difetto di sviluppo cerebrale nel nascituro. Nell’adulto un deficit di iodio provoca gozzo, formazione di noduli e, in età più avanzata, ipertiroidismo. Garantire un adeguato apporto di iodio con l’alimentazione rappresenta pertanto il più efficace mezzo di prevenzione delle malattie tiroidee. Lo iodio si trova in alimenti come pesce, crostacei, uova e latte e carne. La sola alimentazione però non è sufficiente ad introdurre lo iodio necessario, che va integrato sostituendo il comune sale da cucina con il sale iodato, senza aumentarne la quantità. Una carenza di iodio cronica in età adulta può condurre, nel tempo, al gozzo nodulare, pericoloso perché nelle persone anziane può provocare ipertiroidismo con disturbi cardiocircolatori».
Insomma, un organo fondamentale di cui si parlerà a tutto tondo nella Settimana Mondiale della Tiroide 2016, che dal 23 al 29 maggio vedrà coinvolte per la prima volta tutte le società endocrinologiche italiane, con il supporto del Comitato delle associazioni pazienti endocrini (Cape) e dell’Istituto superiore di sanità (Iss), oltre all’European thyroid association (Eta) in qualità di sponsor. Per questo saranno organizzate in tutta Italia diverse iniziative di screening e incontri informativi sulle patologie tiroidee. Per ulteriori informazioni consultare il sito Settimana Mondiale della Tiroide 2016 e la pagina Facebook dedicata, che saranno online dalla fine di marzo.



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