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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/03/2016, 13:50

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 Poca carne sostituita dai legumi, pesce e frutta fresca, senza trascurare l’igiene a tavola. Questa la dieta che ha consentito a 314 cavalieri Templari...



Poca carne sostituita dai legumi, pesce e frutta fresca, senza trascurare l’igiene a tavola. Questa la dieta che ha consentito a 314 cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, a superare in molti casi i 70 anni di vita al processo che li vide protagonisti durante il concilio di Ravenna nel 1311. Il segreto potrebbe risiedere, forse, nell’effetto positivo di questo stile alimentare sulla microflora intestinale, più sano rispetto alle abitudini nutrizionali della popolazione nel Medioevo. 
«Una fonte naturale di probiotici dagli effetti salutari e protettivi sulla flora gastrointestinale», spiega Francesco Franceschi, direttore di Medicina d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma e autore, insieme ai colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, dello studio "La dieta dei Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?", pubblicata su Digestive and Liver Disease. Grazie all’indagine condotta sui documenti dell’epoca e del processo, è emerso come la dieta di questi monaci-soldati li abbia aiutati a vivere mediamente più a lungo, in un’epoca storica dove l’aspettativa di vita oscillava tra i 25 e i 40 anni. Nel Medioevo l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più agiate e la gotta era una delle patologie più diffuse. Allo stesso modo dell’obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, del diabete mellito e degli elevati livelli di colesterolo e trigliceridi.
«La dieta dei Templari - avverte Franceschi - molto moderna e in un certo qual senso antesignana della dieta Mediterranea, contrastava tutte queste malattie: poca carne (2 volte a settimana) e molti legumi (3 piatti a settimana), che invece oggi si consumano poco pur essendo potenti prebiotici, insieme a pesce e acqua addizionata con spremuta di arance ad azione antibatterica. Al vino (razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e fungicide molto utile nei paesi con climi desertici caldi».
La longevità, sottolinea ancora l’esperto, è stata una caratteristica peculiare dei Templari: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigionia, aveva 67 anni. Al tempo la longevità veniva ricondotta ad uno speciale regalo divino, ma in realtà dietro c’erano abitudini alimentari e igieniche già codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle. 
Oltre alla regole scritte, i Cavalieri Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: l’obbligo di lavarsi le mani prima del pasto, il refettorio ben tenuto con tovaglie pulite sempre pronte, era bandita la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce, un alimento molto presente nel loro regime alimentare, insieme a formaggi, frutta fresca e olio d’oliva. I Templari, secondo gli autori, consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, con il beneficio dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all’effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi.



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