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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/03/2016, 13:45

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Sindrome-dell’occhio-secco,-parte-a-Milano-il-mese-della-prevenzione-


 Smog, dieta scorretta, ore trascorse davanti al computer o connessi a smartphone.Sono solo alcune delle cause più comuni della sindrome dell’occhio secco, un disturbo...



Smog, dieta scorretta, ore trascorse davanti al computer o connessi a smartphone e tablet, lenti a contatto indossate troppo a lungo. Sono solo alcune delle cause più comuni della sindrome dell’occhio secco, un disturbo che colpisce quasi la metà (48%) della popolazione adulta, e che in Italia riguarderebbe il 90% delle donne in menopausa e 1 ultracinquantenne su 4 (25%). Per intercettare il problema, spesso sottovalutato con il rischio di lesioni anche serie alla cornea, debutta il "Mese della prevenzione e della cura dell’occhio secco", la prima campagna di prevenzione ad hoc promossa dal Centro italiano occhio secco (Cios) di Milano, con il patrocinio dell’Università Statale cittadina, del Comune e della Regione Lombardia.
L’iniziativa prevede screening gratuiti aperti a tutte le persone che soffrono o pensano di soffrire di occhio secco, con visite dal 21 marzo al 21 aprile che si potranno effettuare al Cios, nel reparto di Oculistica pediatrica dell’Ospedale Buzzi di Milano e nella Clinica oculistica dell’Università dell’Insubria di Varese. Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 0263611970 o scrivere a info@centroitalianoocchiosecco.it.
Sott’accusa, oltre all’età e a scompensi ormonali, sono anche l’inquinamento e il microclima, l’uso esagerato di device elettronici, un regime alimentare spesso carente di vitamine, acqua e di tutti quei nutrienti essenziali per l’idratazione dell’organismo e degli occhi. Ci sono poi alcuni farmaci che, nell’uso prolungato, possono peggiorare il disturbo come ansiolitici, antidepressivi o sostituti ormonali.
«Secondo recenti studi - avverte Luigi Marino, direttore scientifico del Cios - esisterebbe la "urban eye allergy syndrome" che colpisce soprattutto le persone (ma anche gli animali che circolano in città come i cani) sotto il metro di statura, cioè all’altezza dei tubi di scarico delle automobili. A rischiare, quindi, sono soprattutto i bambini». La sindrome allergica dell’occhio di città «colpisce infatti il 42% dei bimbi che vivono nelle aree urbane e causa prevalentemente secchezza oculare e alcune difficoltà respiratorie». Bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare scatenata da agenti atmosferici o ambientali, bisogno di lavarsi e strofinarsi continuamente gli occhi, difficoltà ad aprirli al mattino, presenza di secrezione mucosa e filamenti, sensazione di corpo estraneo e secchezza oculare, fotofobia, dolore, disturbi della visione. Questi i sintomi dell’occhio secco, che si associa anche a costi sociali: uno studio internazionale del 2006 li stima per l’Italia in 600 dollari l’anno a paziente, con punte di 1.100 dollari in Inghilterra.
Oltre ad assumere prodotti terapeutici che vanno a sostituire la funzione lacrimale carente, gli esperti consigliano di correggere lo stile di vita: evitare l’esposizione diretta a sistemi di condizionamento, luoghi ventosi, aree molto ventilate, ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione; ridurre o eliminare il fumo di sigaretta; evitare l’uso di creme irritanti o altri prodotti fastidiosi nella zona perioculare; sospendere o limitare l’utilizzo di lenti a contatto corneali; usare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggi Uv o in caso di ambienti ventosi o polverosi. 



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