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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
11/03/2016, 18:42

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 Una dieta troppo ferrea, anche per periodi medio-lunghi, può mettere a rischio la salute delle ossa.



Una dieta troppo ferrea, anche per periodi medio-lunghi, può mettere a rischio la salute delle ossa. A sostenerlo perentoriamente è Andrea Giustina, ordinario di Endocrinologia all’Università di Brescia e presidente del Gioseg, il gruppo di lavoro di specialisti endocrinologi che si dedicano allo studio dello scheletro. «Diversi sono i fattori chiamati in causa: pochi sanno, per esempio, che la sintesi di osso nuovo viene stimolata da uno stimolo meccanico da parte dei muscoli e quindi la perdita di massa muscolare diminuisce questa sollecitazione. Inoltre, il grasso produce la leptina, ormone che pare abbia una azione positiva sullo scheletro, al contrario dell’ormone adiponectina che quando il grasso diminuisce stimola le cellule ossee a riassorbire l’osso riducendone la massa. Infine, la dieta influenza la produzione di ormoni sessuali, gli estrogeni, che in entrambi i sessi sono importanti per la buona salute delle ossa».
Ma cosa s’intende per dieta rigida? «In realtà - sottolinea Giustina - basta un calo ponderale del 10% per osservare una riduzione del 2% di massa ossea. Se una donna alta 160 cm di 60 chili raggiunge i 54, c’è già un’alterazione in senso negativo del metabolismo scheletrico. Lo stesso è per un uomo di 90 chili che raggiunga il peso di 81».
Insomma, se un giusto peso e una restrizione calorica sono fattori generalmente positivi per la salute, nel caso delle ossa il discorso cambia: le donne alte e magre con un indice di massa corporea (IMC) inferiore a 19-20 sono sin da giovani a rischio di osteopenia e con il passare degli anni la situazione non migliora. Piuttosto diffusa tra le donne, l’osteoporosi è una condizione di perdita di massa ossea, diminuzione della quantità di tessuto osseo e conseguente fragilità con aumento del rischio di fratture. Una condizione asintomatica sino all’evento traumatico, anche minimo, che determina una frattura.
Allo stesso modo il problema interessa maschi e femmine anziane, specialmente se obesi e sovrappeso che si sottopongono a una dieta: la perdita di peso si correla ad una aumentata incidenza di fratture di femore. Un problema noto nei soggetti che si sottopongono ad interventi di chirurgia bariatrica. La letteratura scientifica ha dimostrato che in tali soggetti, prevalentemente donne, dopo la chirurgia e in particolare dopo la tecnica di bypass gastrico si verificano perdite di massa ossea superiori al 5%, sia a livello vertebrale sia femorale. Gli effetti della chirurgia bariatrica non sono negativi solo per la rapidità e l’entità del calo ponderale, ma soprattutto perché l’intervento induce modificazioni negli ormoni gastrointestinali come il peptide YY e determina malassorbimento di vari micro nutrienti come il calcio. Trattandosi di un intervento che può salvare la vita delle persone, anche giovani adulti, è opportuno prevedere delle strategie accurate di supplementazione, monitoraggio periodico e una consulenza endocrinologica post-intervento per valutare tutti i fattori di rischio e instaurare forme di prevenzione secondaria. Altrimenti il rischio è uno: a fronte di un aumento della sopravvivenza peggiorano i rischi di fratture vertebrali anche in presenza di traumi minimi.



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