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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
01/03/2016, 12:54

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 L’incidenza epidemiologica dei tumori, la deospedalizzazione del paziente oncologico, la distribuzione di diverse terapie antitumorali coinvolgono sempre più il farmacista...



L’incidenza epidemiologica dei tumori, la deospedalizzazione del paziente oncologico, la distribuzione di diverse terapie antitumorali coinvolgono sempre più il farmacista nel supporto al malato oncologico, le cui cure rappresentano una voce di rilevante della spesa sanitaria nazionale, oggi superiore agli 8 miliardi di euro l’anno.  Uno scenario che ha convinto Edra Spa, con il sostegno dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar), a promuovere FarmacistaPiù 2016, il congresso annuale dei farmacisti italiani patrocinato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dal Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo), con l’obiettivo di accrescere la competenza del farmacista nel supporto al paziente oncologico.
«Crediamo nel farmacista - avverte Claudio Verusio, direttore SC Oncologia medica dell’ASST della Valle Olona - e crediamo che debba apprendere i nuovi meccanismi di azione, per rappresentare un valido supporto al paziente oncologico nell’individuazione e nella gestione degli effetti collaterali, spesso imprevedibili e sottovalutati. FarmacistaPiù 2016, che si terrà a Firenze dal 18 al 20 marzo p.v., sarà molto utile a porre in evidenza la necessità di creare la farmacia e il farmacista specializzati nelle terapie oncologiche».
«Dal convegno - spiega la giornalista e farmacista Elena Penazzi - scaturirà un’innovativa procedura di Certificazione nazionale per il riconoscimento della farmacia oncologica, un approccio serio e rigoroso per qualificare il ruolo del farmacista territoriale. Formazione e certificazione sono essenziali per andare a riempire un vuoto assistenziale».
«Tra farmacista ospedaliero e territoriale - sottolinea Elisabetta Rossin, responsabile Unità farmaci antiblastici (Ufa) ed esperta in Farmacologia e Farmacia ospedaliera - deve svilupparsi una crescente interazione, in quanto il farmacista è spesso l’ultimo anello che interagisce con il paziente prima che il farmaco venga dispensato. Assume quindi, un ruolo fondamentale nella gestione del paziente su aderenza terapeutica, alimentazione e rischi di interazioni farmacologiche, benessere psichico e oncologia estetica». «Di fondamentale importanza - aggiunge Rachele Aspesi, farmacista e dietista, oltre che segretario dell’Ordine di Varese - è l’alimentazione durante il trattamento con farmaci oncologici, che viene spesso sottovalutata con il rischio di far sentire il paziente isolato anche in questo frangente».
«A fare più fatica dei pazienti stessi nell’affrontare e gestire la propria sofferenza spesso sono i familiari - afferma Lara Bellardita, psicologa e psicoterapeuta - e quando succede l’impatto sul percorso di cura del paziente può farsi sentire. Il farmacista può essere visto come un volto amico e competente, che diventa un riferimento anche per i familiari». Di grande supporto è stata l’esperienza di Angela Noviello - direttore Italia e coordinatore Europa di Oncology training international (Oti) e presidente dell’International society for oncology esthetics (Isfoe) - per aver partecipato a "Salute allo Specchio", «un percorso dedicato a tutte le donne in cura al reparto di Oncologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, nato per ritrovare il sorriso e fiducia in se stessi». 
L’autostima e la riappropriazione del proprio corpo sono idee condivise anche da Chiara Boschieri, esperta in cosmetologia specializzata Oti, secondo cui «il prodotto cosmetico aiuta il paziente oncologico a prendersi cura di sé, della propria persona, della propria immagine, migliorandone la percezione». «Anche la conoscenza delle interazioni tra farmaci è indispensabile per evitare spiacevoli situazioni che si possono verificare durante la somministrazione contemporanea di farmaci, erbe medicinali, sostanze omeopatiche e farmaci antitumorali» aggiunge Paolo Vintani, farmacista e vicepresidente Federfarma Milano.



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