SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
26/02/2016, 19:35

chiara insidioso monda, donne, femminicidio,



Mobilitiamoci-tutti-per-offrire-un-futuro-possibile-a-Chiara-ennesima-vittima-di-femminicidio


 Sono sconvolto. Mi occupo di medicina e salute da più di 30 anni e, insieme alla redazione di Salute Che Fare, cerchiamo ogni giorno di offrire ai nostri lettori le notizie più curiose e di una qualche utilità...



Sono sconvolto. 
Mi occupo di medicina e salute da più di 30 anni e, insieme alla redazione di Salute Che Fare, cerchiamo ogni giorno di offrire ai nostri lettori le notizie più curiose e di una qualche utilità, con particolare attenzione alla medicina di genere, per affrontare al meglio le difficoltà della vita. Presunzione? Forse un po’. Utopia? Non credo. In fondo è l’obiettivo della medicina moderna, che non si riduce ad osservarci compassionevolmente mentre passiamo a miglior vita come nel Medioevo, ma si sforza di offrirci le conoscenze e gli strumenti migliori oggi disponibili nel tentativo di farci vivere discretamente in un mondo sempre più complicato. E credetemi: è un impegno che costa fatica, risorse economiche, e vite di uomini. Molte vite. Spesso oscure. Mentre scandaglio il fondo della rete alla ricerca di notizie, arriva "insidioso" un messaggio email. L’apro, e quello che leggo è un boato a ciel sereno. Una storia come tante, che si accatastano sui tavoli e nei pc delle redazioni di giornali, ma che mi atterrisce. La cronaca è spettrale: due anni fa la 19enne Chiara Insidioso Monda viene presa a calci in testa dal compagno 35enne Maurizio Falcioni per futili motivi, fino a ridurla a un vegetale. Ricoverata all’ospedale Santa Lucia di Roma con gravi lesioni cerebrali, verrà dimessa tra 20 giorni dalla Fondazione dove genitori, medici e infermieri si sono prodigati per aiutare Chiara a riprendere contatto con l’ambiente circostante e a comunicare. Per andare dove, chiederete voi? In una casa di cura per anziani terminali con un livello di coscienza inferiore al suo, malgrado le condizioni di salute possano ancora migliorare attraverso la riabilitazione e sia già stata avviata ad un progetto in grado di far progredire la sua autonomia. Cosa pensare di fronte a questa tragica vicenda? 
Non è per mancanza di rispetto verso gli anziani alla fine della loro vita. Tra non molto toccherà pure a molti di noi. E nemmeno perché ho moglie e due figlie come Chiara, al pari di tanti connazionali. Ma non credo, da uomo pragmatico, all’ineluttabilità del destino e ai disegni imperscrutabili di esseri superiori. Quella è mitologia d’altri tempi. Lo spettacolo al quale assistiamo tutti i giorni, invece, è un mero vuoto istituzionale: di fronte allo smarrimento dello Stato, simile al disperato tentativo del malato di Alzheimer di recuperare pezzi di memoria persa per sempre, non c’è che un antidoto. Farsi trafiggere brutalmente la coscienza, eludere il tentativo di rimuovere in-consapevolmente la "sporcizia" della società che ci fa stare male, ma soprattutto mobilitarsi per coloro che ne hanno bisogno e che, non lo sanno ancora, possono contare su di noi. Soprattutto, lo dico ai nostri coraggiosi lettori, non voltiamo la testa dall’altra parte. Potrebbe essere peggio.
Lo ribadisco: sono sconvolto da questa storia terribile, che mi trova umanamente impreparato e indifeso nonostante l’età. Sarà che amo i giovani, così rompicoglioni e gioiosi. Sarà che credo in loro e alle loro palle più che ai miei coetanei, ormai ineludibilmente rassegnati. Ma voglio tentare di convincere i lettori a crederci. Come?  Facendo appello a tutte le coscienze popolari e istituzionali che ci leggono a non "scansare" anche questa storia, ma a guardare dritta negli occhi Chiara per veder risplendere nuovamente la luce di una vita ignominiosamente troncata. 
Attraverso il nostro lavoro siamo costretti, il più delle volte, a pagare un prezzo altissimo per sorci che alla società hanno solo rubato riempiendosi le tasche. Forse sarebbe più dignitoso per tutti destinarli a casi come questo, che di fortuna ne hanno avuta poca e meritano maggiore attenzione da parte di tutti. Il link per offrire quest’opportunità di speranza in un futuro di cui non dovremo vergognarci è qui sotto. 
Grazie.




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