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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
26/02/2016, 11:28

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 È un’emergenza sanitaria nelle aree più povere del mondo, dove provoca ogni anno la morte per diarrea di almeno 600 mila bambini...



È un’emergenza sanitaria nelle aree più povere del mondo, dove provoca ogni anno la morte per diarrea di almeno 600 mila bambini. Ma l’incubo rotavirus affligge anche i paesi più avanzati: se in Europa si contano 231 decessi e 87 mila ospedalizzazioni l’anno, in Italia ogni ora 2 bambini finiscono in ospedale per diarrea da rotavirus, per un totale di 14 mila i ricoveri l’anno, oltre 50 mila accessi in pronto soccorso e 80 mila visite mediche. Nonostante i numeri, secondo un’indagine di Datanalysis, il ricorso alla vaccinazione resta limitato: solo Sicilia e Calabria l’hanno implementata e su un campione di 500 genitori con un piccolo ricoverato in ospedale per l’infezione, quasi 8 genitori su 10 (76%) non sa dell’esistenza di un vaccino orale antirotavirus. 
Fra i genitori che erano invece a conoscenza del vaccino, solo 1 su 3 non lo ha considerato "importante" in quanto non obbligatorio; 1 su 4 ha confessato di aver "paura" dei vaccini, mentre per il 27% il freno è di carattere economico in quanto il vaccino è disponibile solo a pagamento. L’esperienza del ricovero ha, però, ribaltato le carte in tavola: 9 intervistati su 10, dopo l’ospedalizzazione, consigliano la vaccinazione a un altro genitore. La corsa in ospedale è scattata nel 47,2% dei casi per diarrea acuta, nel 29,1% per grave debilitazione e disidratazione, nel 13,4% per vomito insistente. Il 91,8% dei bambini non era stato vaccinato contro il rotavirus, principale causa di gastroenterite acuta in neonati, lattanti e bambini sotto i 5 anni. 
«Il vaccino antirotavirus, - spiega Paolo Bonanni, ordinario di Igiene al Dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Firenze - che si somministra per via orale in 2 dosi, può essere offerto entro i primi 6 mesi di vita al pari della vaccinazione esavalente e antipneumococco. Si tratta di vaccini efficaci e sicuri che permettono di prevenire una malattia importante spesso sottovalutata, da estendere a tutte le regioni italiane». 
Sul fronte ospedaliero, con 8000 infezioni nosocomiali l’anno, l’emergenza rotavirus è una preoccupazione costante. «Purtroppo - spiega Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica I della Fondazione Policlinico di Milano - è difficile evitare che, dopo un ricovero, vi sia una trasmissione intraospedaliera pur mettendo in atto tutte le misure protettive possibili». Il rotavirus, infatti, è molto contagioso e si trasmette con grande facilità non solo per via oro-fecale, ma anche per via respiratoria e per contatto. «Purtroppo, oggi abbiamo un numero sempre più alto di neonati prematuri o con patologie croniche per i quali la perdita di peso e la disidratazione legata all’infezione da rotavirus può essere devastante». A fronte di tutto questo, conclude l’esperta lombarda, «la vaccinazione antirotavirus ha un rapporto costo-efficacia assolutamente favorevole e va raccomandata, tanto che dovrebbe essere offerta gratuitamente e attivamente, magari dai pediatri di famiglia in occasione dei primi bilanci di salute. L’impatto positivo sul numero di casi e sull’assistenza sarebbe enorme». 



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