SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
26/02/2016, 11:12

ictus, infarto, prevenzione, cause,



In-Italia-solo-metà-dei-pazienti-colpiti-da-ictus-o-infarto-assume-correttamente-la-terapia-


 Meno della metà dei pazienti colpiti da ictus o infarto cardiaco è in grado di monitorare correttamente i propri fattori di rischio...



Meno della metà dei pazienti colpiti da ictus o infarto cardiaco è in grado di monitorare correttamente i propri fattori di rischio, mentre solo il 36,9% ha un adeguato controllo del peso corporeo e appena il 14,3% ha un corretto regime dietetico al momento del ricovero. Ma a preoccupare maggiormente è che solo il 50% di loro assume regolarmente le terapie prescritte dal medico. Sono questi i dati "sconcertanti" di un’indagine condotta a livello nazionale dalla Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) all’ospedale di Pescia, in provincia di Pistoia, con l’obiettivo di rilevare le criticità di gestione nella prevenzione cardiovascolare secondaria. 
Le malattie cardio e cerebrovascolari sono, infatti, la prima causa di morte sia per lo scarso controllo dei fattori di rischio, sia per la poca consapevolezza del rischio stesso nella popolazione generale. Inoltre, i pazienti in cura spesso non effettuano le terapie in modo continuativo e ai dosaggi indicati, compromettendo in questo modo l’aderenza al trattamento. Dai numeri ottenuti dalle centinaia di Unità operative italiane emerge come oltre il 40% dei pazienti ricoverati nei reparti di medicina interna venga colpito da episodi cardiovascolari maggiori come infarto e ictus. La prevenzione diventa a questo punto fondamentale, perché il rischio di ulteriori incidenti cardiovascolari gravi è elevato oltre che complicato da malattie concomitanti, come spesso avviene negli anziani. 
Ma l’iniziativa Fadoi ha anche il compito di aumentare la consapevolezza del rischio sia nei pazienti sia negli operatori sanitari, nella convinzione che solo così sarà possibile realizzare una prevenzione secondaria efficace con un approccio globale in grado di adattare le linee guida al profilo clinico del singolo paziente. 


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