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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/02/2016, 17:58

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Saponi-non-saponi-in-formulazione-liquida,-i-detergenti-più-adeguati-per-la-pelle-infantile


 La pelle dei neonati ha una funzione indispensabile al loro sviluppo. È indispensabile sottoporre il bambino ad igiene cutanea quotidiana, alternando...



La pelle dei neonati ha una funzione indispensabile al loro sviluppo: agisce da barriera di protezione, modula i processi di regolazione della temperatura corporea e lo scambio di gas tra tessuti e ambiente esterno, mantiene un corretto stato di idratazione superficiale e costituisce un fattore fondamentale di immunità innata. Inoltre, grazie al suo lieve grado di acidità naturale (pH inferiore a 7), la pelle si erge a difesa dell’organismo contro la penetrazione di microrganismi patogeni. Basti pensare che il pH cutaneo di un neonato a termine, che varia da 6,3 a 7,5 alla nascita per scendere a 5 nelle prime due settimane di vita, si stabilizza entro il primo mese intorno a valori compresi tra 4,2 e 5,9 in base alla superficie del corpo considerata (ascellare, genitale o fra le dita). L’alterazione di questo delicato equilibrio cutaneo, come talvolta si osserva nei prematuri, potrebbe addirittura mettere a rischio la vita del neonato stesso.
Per questo è indispensabile sottoporre il bambino ad igiene cutanea quotidiana, alternando il bagnetto per immersione alla detersione con spugnetta, con l’obiettivo di "ripulire" la pelle da sostanze irritanti (saliva, secrezioni nasali, urina, feci ed enzimi proteolitici), particolato, allergeni e microrganismi talvolta pericolosi. Le linee guida dell’Associazione americana per la promozione della salute nella donna e nel bambino (AWHONN), per esempio, raccomandano l’uso di acqua di rubinetto tiepida (37-37,5°C) e prodotti detergenti dal pH corretto (5,5-7,0) per evitare danni alla pelle infantile.
Ma come orientarsi? È sufficiente che sull’etichetta di tali prodotti compaiano diciture che specificano "per uso pediatrico", "pH neutro", "dermatologicamente testato", "pH bilanciato", "mild", "per l’igiene del neonato" e così via, senza peraltro fornire precise indicazioni sul pH del detergente solido o liquido in questione? Si direbbe di no, con il rischio di confondere ulteriormente consumatori e mamme.
A darne conferma è un’indagine dei ricercatori del Dipartimento di pediatria dell’Università federale  del Paranà in Brasile, in corso di stampa sul Jornal de Pediatria (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0021755716000115), che ha analizzato 67 detergenti pediatrici, 17 detergenti antibatterici e 6 detergenti sintetici (i cosiddetti saponi-non-saponi), sia sotto forma di saponetta sia in formulazione liquida per tutte e tre le categorie considerate, una decina dei quali distribuiti da brand internazionali.

Ebbene, in base ai risultati osservati è emerso come i saponi in forma liquida siano i prodotti più adeguati per l’igiene quotidiana di neonati e bambini dalla pelle delicata e sensibile. In particolare, i detergenti sintetici liquidi hanno mostrato di avere un pH molto vicino a quello della pelle in condizioni fisiologiche (circa pH 5), tanto che il loro impiego viene raccomandato sia nei pazienti con malattie in grado di alterare la barriera cutanea (come la dermatite atopica e l’ittiosi), sia nei bambini con ipersensibilità della cute. 
In questi soggetti l’uso di saponi alcalini dal pH elevato (pH 10-11) può indurre una maggiore irritazione della pelle, che apre il varco al passaggio di microrganismi patogeni responsabili di infezioni locali e sistemiche. Al contrario, l’azione protettiva verso la cute dei detergenti sintetici in forma liquida viene esercitata attraverso due semplici meccanismi: riducendo l’interazione tra gli agenti tensioattivi presenti nel prodotto e i componenti proteici e lipidici della barriera cutanea, e ripristinando il film idrolipidico della pelle alterato dal lavaggio. In questo modo la pelle mantiene il corretto grado di idratazione senza correre il rischio di diventare secca e fragile. Un’ultima precisazione: dei 90 detergenti testati dai ricercatori brasiliani, solo una marca certifica sull’etichetta dei suoi prodotti (sia liquidi che solidi) il reale valore di pH.



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