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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
19/02/2016, 11:15

diabete infantile, chetoacidosi, prevenzione, insulina, glicemia, lesioni cerebrali,



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 Può rivelarsi fatale per le possibili lesioni cerebrali che può provocare la chetoacidosi, una grave complicanza del diabete infantile.



Può rivelarsi fatale per le possibili lesioni cerebrali che può provocare la chetoacidosi, una grave complicanza del diabete infantile. Le prime Linee guida in materia, elaborate dalla Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), sono fondamentali per gestire correttamente in pronto soccorso le condizioni spesso critiche nelle quali arrivano i bambini. Ma anche genitori e insegnanti, oltre ai pediatri, dovrebbero poter riconoscere tempestivamente i sintomi di esordio del diabete infantile: disidratazione, urina abbondante e sete costante, oltre a un eventuale dimagrimento. Segni che possono aggravarsi fino al quadro clinico, appunto, di chetoacidosi
Una patologia subdola che ha convinto la Siedp, con il contributo incondizionato di Bayer HealthCare, ad avviare lo scorso gennaio una campagna d’informazione per la diagnosi precoce del diabete e la prevenzione della chetoacidosi.
L’iniziativa prevede la distribuzione di materiale informativo nelle scuole di tutta Italia, oltre che negli studi di 10 mila pediatri, al quale si aggiunge «anche la trasmissione periodica di una newsletter dal titolo "Promuovere la diagnosi precoce del diabete infantile", indispensabile per evitare che i bambini arrivino in pronto soccorso in condizioni critiche: infatti ancora oggi alcuni di loro muoiono per le lesioni cerebrali conseguenti alla chetoacidosi» avverte Mohamad Maghnie, presidente Siedp e responsabile dell’Endocrinologia clinica e sperimentale all’Istituto Giannina Gaslini, Università di Genova. «Il riconoscimento precoce dei sintomi di diabete all’esordio, specie nei bambini piccoli, è fondamentale» aggiunge Gianvincenzo Zuccotti, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Lombardia. «Una chetoacidosi diabetica non riconosciuta tempestivamente e trattata secondo le raccomandazioni delle società scientifiche è ancora causa di morte o di sequele. Il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta, innanzitutto, quali persone che per prime vedono il bambino quando non sta bene, e di tutti i pediatri ospedalieri è quindi indispensabile per la riuscita dell’iniziativa».



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