SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/02/2016, 10:39

diabete, bevande zuccherate, glicemia, zuccheri,



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 Ridurre gradualmente del 40% i carboidrati presenti nelle bevande zuccherate per un periodo di 5 anni potrebbe consentire di abbattere ...



Ridurre gradualmente del 40% i carboidrati presenti nelle bevande zuccherate per un periodo di 5 anni potrebbe consentire di abbattere l’attuale prevalenza di sovrappeso, obesità e malattie correlate come il diabete di tipo 2. A proporlo sulla rivista Lancet Diabetes & Endocrinology è un gruppo di epidemiologi ed esperti in medicina preventiva della Queen Mary University di Londra. Secondo il modello predittivo messo a punto dai ricercatori, tale riduzione comporterebbe una diminuzione media dell’apporto energetico di 38,4 kcal al giorno entro la fine del 5° anno e a una riduzione media del peso corporeo di 1,2 Kg negli adulti, con conseguente riduzione negli adulti della prevalenza di sovrappeso di 1 punto percentuale (da 35,5 a 34,5%) e obesità di 2,1 punti percentuali (da 27,8 a 25%). Un calo che da solo provocherebbe una diminuzione del sovrappeso in quasi mezzo milione di adulti e dell’obesità in 1 milione di adulti, prevenendo circa 274 mila-309 mila casi di diabete di tipo 2 correlato all’obesità entro i 20 anni successivi al raggiungimento del peso corporeo predetto. «Un dato di enorme importanza - commenta Antonio Caretto, presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) e direttore dell’UO Endocrinologia e nutrizione clinica dell’Ospedale di Brindisi - perché si tratta di un modello mirato ad ottenere la riduzione dell’introito calorico, che negli ultimi 50 anni è cresciuto esponenzialmente. Inoltre, il suddetto modello indica una delle possibili soluzioni per implementare le strategie odierne per ridurre l’eccessivo consumo di prodotti ad alta densità energetica». 


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