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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
02/02/2016, 16:06

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Salute:-in-Italia-ogni-anno-100mila-nuovi-obesi


 Da oggi l’incapacità di battere sovrappeso e obesità non ha più scuse. Ed è finita anche l’epoca di inutili e costosi beveroni che promettono solo illusioni, con il rischio di cadere preda...



Da oggi l’incapacità di battere sovrappeso e obesità non ha più scuse. Ed è finita anche l’epoca di inutili e costosi beveroni che promettono solo illusioni, con il rischio di cadere preda della chirurgia bariatrica, ultima e a volte infruttuosa sponda. Da oggi, per chi vuole provare il brivido della "insostenibile leggerezza dell’essere", una soluzione vera e praticabile esiste: si chiama liraglutide. Ma partiamo dall’inizio. Sono oltre 100 mila i nuovi obesi in Italia ogni anno e quasi 200 mila le persone in sovrappeso, per un totale che supera oggi la ragguardevole cifra di 27 milioni di cittadini XL e XXL, poco meno del 60% degli italiani adulti. Al sistema sanitario nazionale l’obesità costa 9 miliardi di euro tra costi sanitari diretti, calo di produttività, assenteismo e mortalità precoce. Sono questi solamente due degli aspetti fotografati nel documento "Il burden of disease dell’obesità in Italia", realizzato da Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation e diffuso in occasione della presentazione del nuovo farmaco a base di liraglutide che favorisce la perdita di peso. Il farmaco, approvato dalla Food and drug administration (Fda) americana e dalla European medicine agency (Ema), è già disponibile nelle farmacie italiane in soluzione iniettabile (sottocute) in penne preriempite pronte all’uso su prescrizione medica.
«Sovrappeso e obesità sono in continua crescita nel nostro paese», avverte Antonio Nicolucci, presidente Center for outcomes research and clinical epidemiology (Core) e coordinatore del board sul Burden of disease dell’obesità di Ibdo Foundation. «Secondo l’Istat, fra il 2001 e il 2010 sono cresciuti di circa 2 milioni gli italiani in sovrappeso e di oltre 1 milione quelli francamente obesi. Questo significa che ogni anno, in Italia, diventano obese oltre 100 mila persone».
«La questione è più che seria: nonostante si tenda a considerare l’eccesso di peso e persino l’obesità ancora come una condizione estetica, l’obesità è al contrario una vera e propria malattia», sostiene Antonio Caretto, presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi). «L’obesità è causa di aumentato rischio di diabete, malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore; essere sovrappeso od obesi riduce il benessere psicologico e determina un impatto negativo sulla funzionalità fisica, con diminuzione della capacità di compiere anche le più semplici attività quotidiane, e sui rapporti sociali con depressione, senso di malessere, cattiva qualità della vita». I dati Istat 2013, rielaborati nel rapporto Ibdo, evidenziano una crescita progressiva della quota di persone che, al crescere del peso corporeo, riportano difficoltà funzionali in diverse aree: 1 obeso su 3 non riesce a chinarsi o a salire una rampa di scale, 1 su 5 percorre con difficoltà 200 metri e così via, sino all’incapacità di fare il bagno o alzarsi da letto, vestirsi, addirittura sollevarsi da una sedia.
«L’obesità - Nicolucci - è una vera e propria malattia sociale. Il benessere psicologico si riduce significativamente all’aumentare del livello di eccesso ponderale e, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l’Italia è uno dei paesi con più alto indice di disparità socioeconomica legata all’obesità: una donna con basso grado di scolarità presenta un rischio di sovrappeso 3 volte maggiore rispetto a una donna con livello culturale superiore, mentre per gli uomini l’eccesso di rischio in tal senso è soltanto del 30%, ma comunque fra i più alti». Secondo Paolo Sbraccia, presidente della Società italiana dell’obesità (Sio), «sino ad oggi l’obesità è stata una malattia piuttosto orfana di cure. Erano più di 10 anni che si attendeva un nuovo farmaco, ora finalmente disponibile». Liraglutide è un’incretina, ovvero un ormone proteico gastrointestinale prodotto dalle cellule L dell’intestino tenue e del colon in risposta a un pasto, con la funzione di stimolare la secrezione di insulina da parte del pancreas. Questo analogo del GLP-1 (glucagon-like peptide 1), che si è dimostrato efficace nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità, è in realtà un farmaco "intelligente" in grado di interagire con uno specifico interruttore nel cervello che regola l’appetito. Il farmaco è indicato in associazione a una dieta ipocalorica e ad un aumento dell’attività fisica per la gestione del peso corporeo in pazienti adulti con un indice di massa corporea (IMC) iniziale superiore o uguale a 30 Kg/m² (obesi), o uguale o superiore a 27 Kg/m² (sovrappeso), in presenza di almeno una patologia concomitante correlata al peso come disglicemia (prediabete o diabete mellito tipo 2), ipertensione arteriosa, dislipidemia o apnea ostruttiva nel sonno. Si somministra per via sottocutanea, una volta al giorno, indipendentemente dai pasti.
Liraglutide riduce il peso corporeo prevalentemente attraverso la perdita di massa grassa, regola l’appetito aumentando le sensazioni di pienezza e di sazietà e diminuendo contemporaneamente le sensazioni di fame e di desiderio di consumo di cibo, inducendo quindi una riduzione dell’apporto di cibo.
L’efficacia e la sicurezza di liraglutide per la gestione del peso corporeo sono state valutate in 4 studi di fase III, randomizzati in doppio cieco con controllo placebo (il programma SCALE™), che hanno visto arruolare complessivamente 5358 pazienti. I risultati emersi hanno evidenziato, in maniera statisticamente significativa, come in 56 settimane il 92% delle persone obese o sovrappeso curate con liraglutide abbia perso peso, rispetto al 65% di chi aveva assunto il placebo; ben 1 su 3 (circa 33%) aveva perso oltre il 10% del proprio peso rispetto al 10% del gruppo placebo. Attenzione però: i risultati ottenuti con il farmaco vanno al di là del solo calo ponderale. Infatti, il trattamento con liraglutide migliora significativamente i parametri glicemici in tutte le sottopopolazioni di pazienti con glicemia normale, con prediabete e con diabete mellito tipo 2; migliora significativamente la pressione arteriosa sistolica e la circonferenza della vita rispetto al placebo; riduce significativamente la gravità dell’apnea ostruttiva nel sonno.


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