SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/01/2016, 10:24

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 Il dolore dopo un intervento chirurgico può e dev’essere controllato e ridotto:«accelera il ritorno alla vita ordinaria, migliora la qualità della degenza e...



Il dolore dopo un intervento chirurgico può e dev’essere controllato e ridotto:«accelera il ritorno alla vita ordinaria, migliora la qualità della degenza e in generale della vita. Governo e Regioni sono impegnati nell’umanizzazione delle cure e lo affermano nel Patto per la salute. L’attenzione al dolore dopo un intervento chirurgico ne è parte integrante. Per questo serve investire di più nella formazione dei professionisti, nel miglioramento dell’organizzazione dei servizi e nel monitoraggio costante da parte delle organizzazioni di cittadini». Ad affermarlo è Rosapaola Metastasio dell’Agenzia di valutazione civica, Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che nel 2014 ha condotto un monitoraggio nell’ambito del programma In-Dolore con l’obiettivo di indagare, attraverso la raccolta di dati oggettivi negli Ospedali integrata da interviste ai degenti, l’attuazione di alcuni aspetti della Legge 38/10 e il rispetto del diritto a non soffrire inutilmente. I dati dell’indagine, che ha coinvolto su adesione spontanea 46 ospedali, 214 reparti e 711 persone ricoverate, mostrano che nel 31% delle chirurgie ortopediche non sono presenti protocolli operativi per la gestione del dolore postoperatorio. Nei reparti di chirurgia ortopedica si usano strumenti per la rilevazione e valutazione periodica del dolore, ma solo 2 strutture su 10 hanno provveduto a formare sulla gestione del dolore almeno il 90% del personale. Sul fronte dei farmaci, soltanto metà degli ospedali ha realizzato una valutazione periodica sul consumo e sull’appropriatezza d’uso dei farmaci analgesici somministrati. Il dolore viene registrato quasi sempre in cartella clinica e trattato tempestivamente con terapie farmacologiche, ma in 1 caso su 2 non ne viene rilevata l’intensità con strumenti ad hoc. Inoltre nel 31% dei reparti di pediatria monitorati degli ospedali rispondenti non prevede, in caso di interventi chirurgici e/o in caso di esami invasivi, la presenza del genitore sia in sala preanestesia sia in sala risveglio. Dalle interviste ai degenti il quadro emerso è ancor peggiore: soltanto nel 59,5% dei casi almeno un genitore era presente al risveglio del bambino.


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