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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/01/2016, 13:00

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Regimi-alimentari,-dopo-la-5/2-è-la-volta-della-16/8-dedicata-soprattutto-agli-sportivi-


 Una finestra di 8 ore entro le quali concentrare tutti i pasti della giornata, digiunando per il resto del tempo.



Una finestra di 8 ore entro le quali concentrare tutti i pasti della giornata, digiunando per il resto del tempo. È questa la strategia dell’ultima arrivata fra le diete basate sul digiuno intermittente, secondo lo schema 16/8 (16 ore di digiuno seguite da un intervallo di 8 ore dedicato al consumo di 2-3 pasti), che sta conquistando gli sportivi italiani. «Un regime alimentare che ruota intorno all’allenamento e promette non solo di mantenere o ritrovare la linea, ma anche di innescare un meccanismo metabolico che ripristina una corretta sensibilità all’insulina e consente un miglior recupero muscolare», spiega Carmine Orlandi, docente di Scienza dell’alimentazione applicata all’esercizio fisico dell’Università Tor Vergata di Roma.
«L’ideale è di limitarsi ai liquidi a colazione, consumare un pasto alle 14, ancora liquidi nel pomeriggio e quindi cenare: il pasto serale va concluso entro le 22. Da quel momento fino alle 14 del giorno successivo ci si può concedere solo liquidi e qualche ortaggio. In questo caso l’allenamento andrebbe fissato tra il pranzo e la cena, che diventa il pasto più importante della giornata».
Secondo l’esperto, il sistema intermittente sfrutta il timing dei nutrienti consentendo un recupero muscolare migliore. I primi studi sul semi-digiuno sono stati condotti da Ancel Benjamin Keys su una popolazione attiva sottoposta a una dieta di 1.800 calorie al giorno. Oggi sono molti i regimi basati sul digiuno intermittente: si va dal 5/2 (5 giorni di alimentazione non controllata e 2 di semi-digiuno a base di liquidi, verdure e frutta), al 16/8 che è una sorta di alimentazione a tempo ristretto. In quest’ultimo caso, già dopo pochissimo tempo, l’organismo incrementa l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. «Però è chiaro - aggiunge Orlandi - che bisogna anche allenarsi, in proporzione all’età e alle proprie condizioni fisiche. Inoltre, se si opta per il sistema 16/8 l’allenamento non può durare più di 90 minuti, anche se la durata dipende dall’intensità. Questo perché ci si alimenta 2-3 volte al giorno e, in generale, l’apporto calorico è più limitato».
Un sistema, a detta dell’esperto, in grado di influenzare la prestazione sportiva e innescare nello sportivo un senso di soddisfazione a livello psicologico. Con un vantaggio indiscutibile: recuperare e/o mantenere la linea, senza soffrire la fame. Una strategia alimentare non adatta però a tutti, soprattutto per coloro che non riescono a rinunciare a qualche spuntino: soffrirebbero troppo. «Come sempre - precisa Orlandi - il regime alimentare deve essere "ritagliato" sulla persona: occorre capire chi si ha di fronte per suggerire scelte davvero su misura. Solo in questo modo la dieta potrà funzionare».
Di diverso avviso è invece Sara Farnetti, specialista in medicina interna ed esperta in nutrizione funzionale e metabolismo. «Un digiuno di 14-16 ore, a fronte di 8 in cui si concentrano i pasti, può dare risultati se, però, si sceglie di fare la pausa dal cibo saltando la cena e allungando in questo modo la fase di digiuno fisiologico della notte. Spesso, però, si preferisce saltare la colazione e unire così al digiuno notturno (7-8 ore) quello della mattina, arrivando a 15-16 ore di astensione». 
Il consiglio della nutrizionista è tuttavia di optare per un digiuno serale «con una tisana o un pinzimonio a base di finocchi, e andare a dormire per consumare la colazione il mattino successivo. In questo modo si possono modulare le curve ormonali e appiattire l’insulina senza creare stress all’organismo. La strategia del digiuno intermittente «dovrebbe essere quella di ridurre l’introito calorico nel momento in cui se ne ha meno bisogno», conclude l’esperta. «In questo modo si riesce ad agire, oltre che sull’insulina, anche sui processi infiammatori a carico dell’intestino».



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