SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/01/2016, 12:32

dolore, postoperatorio, analgesia,intervento chirurgico, assistenza,



Dolore-postoperatorio,-solo-un-paziente-su-dieci-viene-trattato-secondo-le-linee-guida-2010


 È lontana dagli standard europei la gestione del dolore postoperatorio in Italia, un sintomo che fa soffrire oltre l’80% dei 4 milioni di italiani che...



È lontana dagli standard europei la gestione del dolore postoperatorio in Italia, un sintomo che fa soffrire oltre l’80% dei 4 milioni di italiani che ogni anno si sottopongono ad intervento chirurgico. Con un risvolto ancora peggiore: nell’80% degli interventi eseguiti ormai di routine, come la riduzione di un’ernia inguinale, il dolore postoperatorio è destinato a diventare cronico. C’est-à-dire, per sempre. A lanciare l’allarme è un’indagine condotta dai ricercatori guidati da Flaminia Coluzzi, docente di Anestesia e rianimazione dell’Università La Sapienza di Roma, e pubblicata sull’European Review for Medical and Pharmacological Sciences. Secondo i dati raccolti attraverso due inchieste nel 2006 e 2012, realizzate dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) su un campione rappresentativo di oltre il 40% degli ospedali pubblici italiani, solo metà delle strutture prese in considerazione ha attivato un Servizio del dolore acuto postoperatorio (Aps). Un servizio costruito su un modello organizzativo già previsto nelle linee guida 2010 in cui l’anestesista deve coordinare un team responsabile della gestione del dolore postoperatorio. Ebbene, oggi solo il 10% dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico ha ricevuto un trattamento del dolore postoperatorio secondo le linee guida, che raccomandano un trattamento personalizzato in base al tipo di paziente e al tipo di dolore attraverso terapie multimodali e controllabili dal paziente stesso sotto controllo medico. «Nonostante la riconosciuta preparazione degli anestesisti, che hanno il compito istituzionale di garantire l’analgesia anche dopo l’intervento, il dolore postoperatorio è trattato nella maggior parte dei casi con presidi ad infusione fissa e continua», afferma Guido Fanelli, direttore dell’UOC di Anestesia e rianimazione e del Centro Hub di terapia del dolore dell’AOU di Parma, nonché direttore scientifico Biogenap del Cnr e della Fondazione Ant (Associazione nazionale tumori) per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e prevenzione oncologica gratuite. «Ciò significa che l’effetto antalgico non è adeguatamente modulato nel tempo, né sufficientemente adattato alle caratteristiche specifiche del paziente, quali l’intervento subito, la massa corporea, il sesso o il metabolismo. Questi presidi non rispondono pienamente neanche ai moderni standard di sicurezza, perché non sono dotati di alcun sistema d’allarme, per esempio nei i casi d’interruzione del flusso di farmaco. Ora la sfida da affrontare è soprattutto culturale: tutti gli operatori della salute, dal chirurgo all’anestesista senza tralasciare l’infermiere, devono convincersi che l’analgesia personalizzata, in grado di coinvolgere anche il paziente, non rappresenta un maggior dispendio di risorse ed energie, ma al contrario un efficientamento economico e un’ottimizzazione, in termini di appropriatezza terapeutica, della gestione del paziente postchirurgico». Una sfida che sembra contrastare con i dati raccolti nell’indagine sull’offerta formativa dedicata al dolore postoperatorio: se nel 2006 il 57% degli specialisti avevano partecipato ad almeno un evento formativo sul dolore postoperatorio, nel 2012 solo il 37% di loro ha potuto approfondire questi temi attraverso l’aggiornamento continuo. Un fenomeno che ha convinto Grünenthal Italia a lanciare Change Pain Acute, un’iniziativa di formazione e informazione sul dolore postoperatorio su tutto il territorio nazionale, attraverso cui promuovere fra gli operatori della salute la diffusione di conoscenze scientifiche rigorose sulla gestione ottimale del dolore postoperatorio e, al contempo, una maggior attenzione dei cittadini sul diritto di ognuno a non soffrire, anche a seguito di un intervento chirurgico.



1
Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!