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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
05/01/2016, 14:08

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Quasi-doppio-il-rischio-di-morte-prematura-negli-uomini-con-disfunzione-erettile


 La disfunzione erettile aumenta del 70% il rischio di morte prematura.Un disturbo già noto per essere legato a fattori di rischio cardiovascolare (dislipidemia, ipertensione...



La disfunzione erettile aumenta del 70% il rischio di morte prematura. Ad affermarlo è uno studio di Paul D. Loprinzi e Allison Nooe dell’Università del Mississippi, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine (J Sex Med. 2015;12:2130-3), che ha valutato 1790 uomini tra i 20 e gli 85 anni che hanno partecipato ad una ricerca sanitaria nazionale tra il 2003 e il 2004. Tra i 557 di loro che hanno ricevuto una diagnosi di disfunzione erettile, 244 sono deceduti prematuramente nell’arco di 8 anni. Un disturbo già noto per essere legato a fattori di rischio cardiovascolare (dislipidemia, ipertensione, obesità, diabete e fumo) che non colpisce solo la popolazione anziana, ma è molto diffuso anche tra i giovani: secondo lo studio Usa, circa il 20% degli uomini sotto i 40 anni soffre di disfunzione erettile. 
Sono circa 3 milioni gli italiani che soffrono di disfunzione erettile, che a questo punto non sembra influire solo sulle prestazioni sessuali maschili, ma sembra avere conseguenze importanti anche sullo stato psico-fisico dell’uomo. «Ma il dato è solo la punta dell’iceberg di un problema ancora molto sottovalutato e spesso vissuto dall’uomo nel silenzio, con gravi ripercussioni psicologiche e sulla vita di coppia», sottolinea Gabriele Antonini del Dipartimento di Urologia "U. Bracci" dell’Ospedale Umberto I, Università La Sapienza di Roma. «La messa a punto di farmaci molto efficaci ha rivoluzionato il campo andrologico e aiutato a combattere la disfunzione erettile. Ma dopo i 60 anni anche l’uomo deve fare i conti con un calo del desiderio, come accade per le donne, che caratterizza l’andropausa». 
«La diminuzione dei livelli di testosterone in circolo - conclude l’urologo-andrologo romano - ha effetti non solo sulla performance sessuale, ma anche sul benessere generale dell’individuo. Fare piccoli cicli di terapia con testosterone può essere d’aiuto, senza per questo pensare che si tratti di una specie di doping perché così non è».



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