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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/12/2015, 11:23

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Dott.-Google-al-secondo-posto-dopo-diabetologo-nella-ricerca-di-informazioni-sulla-propria-salute


  Internet rappresenta di gran lunga il mezzo di informazione privilegiato dai pazienti con diabete, seguito dal medico di famiglia.



 Internet rappresenta di gran lunga il mezzo di informazione privilegiato dai pazienti con diabete, seguito dal medico di famiglia. Il 21% di loro dichiara, infatti, di rivolgersi principalmente a "Dott. Google" per avere chiarimenti sulla propria malattia e solo il 9% chiede al proprio curante. Al primo posto rimane comunque il diabetologo, punto di riferimento per il 61% delle persone con diabete. Questi solo alcuni dei dati emersi dal Diabetes Web Report 2015 presentato a Roma nel corso di un evento organizzato dal Diabetes Web Observatory Group, in collaborazione con Dipartimento di Medicina dei servizi dell’Università di Roma Tor Vergata, Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation, Medi-Pragma con il patrocinio di Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo economico, Istituto superiore di sanità (Iss).
«Scopo dell’indagine - spiega Lucio Corsaro, direttore generale Medi-Pragma - è osservare, analizzare e studiare i comportamenti delle persone in rete in tema di salute, in particolare di coloro che soffrono di diabete, dei medici e non solo, e comprendere il cosiddetto "social web sentiment" relativo alla malattia, ossia misurare il polso delle persone con diabete che navigano la rete e i social network
I dati permettono di tracciare la fotografia della persona con diabete che utilizza Internet: prevalentemente di sesso femminile, con un’età tra 31 e 60 anni, con un titolo di studio superiore, per lo più lavoratrice dipendente con diabete da più di 10 anni nel 21% dei casi e da più di 20 anni nel 31,9%. Gli argomenti più ricercati in rete riguardano, nella metà dei casi, i prodotti per la cura, seguite dall’alimentazione (49%), stile di vita (48%) e dalle attività delle associazioni (35%).
Il 44,2% delle persone con diabete naviga da 1 a 3 ore al giorno (8-21 ore a settimana); mentre il 28,5% più di 3 ore al giorno (più di 21 ore a settimana). Il tempo di utilizzo di Internet è spartito tra la consultazione di siti web generici (60%), siti sul diabete (56%) e partecipazione a social network (55%), prediligendo la lettura di informazioni scritte da medici (30,8%), ma anche da altre persone con diabete (25,7%).
«Secondo Audiweb Database - conclude Corsaro - in Italia Internet viene utilizzato da oltre 30 milioni di persone, il 53,4% degli italiani dai 2 anni in su, ed è lo strumento più utilizzato in assoluto per informarsi: per il 34% degli italiani i media online e i motori di ricerca sono la prima fonte consultata, anche in tema di salute». Proprio nell’ambito della salute, come dimostrano le statistiche di Google Trend, il diabete è la patologia che registra il maggior numero di consultazioni su Google.
«Dott. Google si è inserito a pieno titolo nei percorsi compiuti dagli utenti nella ricerca autonoma di risposte ai propri quesiti inerenti il tema salute - afferma Ketty Vaccaro, presidente di Diabetes Web Observatory Group e responsabile del settore Welfare del Centro studi investimenti sociali (Censis) - un medico virtuale dalle innumerevoli specializzazioni al quale possono rivolgersi anche prima di recarsi dal proprio medico curante e i cui pareri vengono spesso discussi e messi a confronto con le indicazioni del medico stesso». 
Ma cosa pensa il medico dell’utilizzo di internet per cercare informazioni sul diabete? Sempre in base all’indagine, l’opinione del medico su questa tendenza è generalmente positiva: per quasi 6 medici su 10 Internet può essere utile, ma è indispensabile il supporto di un professionista. Il 26% dichiara comunque una crescente diffidenza nei confronti di questo tipo di ricerca per l’elevato rischio di confusione che può indurre e solo il 16% lo considera uno strumento molto utile per migliorare lo stile di vita.
«Non sempre chi si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica essenziale», conclude Vaccaro. «Non tutto quello che è riportato sulla rete è affidabile: per questo, quando si tratta di ricercare informazioni sulla salute e in particolare sul diabete, il parere del medico è fondamentale».



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