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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/12/2015, 10:56

Parkinson, apomorfina, compresse, blocchi motori, mobilità,



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 Disponibile per i malati di Parkinson una nuova formulazione in compresse di apomorfina da assumere per via sublinguale.



Disponibile per i malati di Parkinson una nuova formulazione in compresse di apomorfina da assumere per via sublinguale. «Una formulazione più maneggevole delle classiche iniezioni - spiega Angelo Antonini, responsabile della Struttura semplice malattia di Parkinson dell’Ospedale Irccs San Camillo di Venezia al 21° Congresso mondiale sulla malattia di Parkinson di Milano - in grado di consentire un pronto intervento in situazioni difficili come i blocchi motori improvvisi ai quali vanno incontro i malati».
«Una modalità di somministrazione - precisa il neurologo veneto - che consente al paziente di sbloccarsi, cioè di recuperare una buona mobilità nell’arco di 5 o al massimo 10 minuti e di mantenerla per circa un’ora. Nel frattempo la terapia farmacologica tradizionale può riprendere a funzionare adeguatamente». La nuova formulazione del farmaco in Italia non è ancora disponibile, ma arriverà in tempi brevi. 
«I dati emersi dagli studi clinici appena completati sono incoraggianti - continua Antonini - e confermano che in più del 90% dei pazienti si ottiene immediatamente la capacità di riacquistare la mobilità. Il trattamento consentirà ai pazienti con Parkinson di tornare a svolgere una vita più normale e di essere più sicuri di se stessi quando escono di casa. I loro familiari saranno più tranquilli all’idea che non dovranno chiamare l’ambulanza o l’assistenza per recuperare i loro cari da un ristorante o da un caffè».
Secondo l’esperto, «la somministrazione può essere ripetuta anche più volte al giorno. È una terapia che chiamiamo di recupero, in qualche modo salvavita». Nelle fasi di difficoltà motoria il paziente «fa fatica ad alzarsi e a raggiungere qualsiasi posto. Può capitare all’improvviso, mentre si trova in metropolitana o in autobus in giro per la città. L’ansia associata peggiora la situazione. Fino ad oggi l’apomorfina poteva essere solo iniettata per via sottocutanea e quindi le persone evitavano di utilizzarla fuori casa». 
L’iniezione comporta problemi pratici, inclusa la necessità di un infermiere specializzato o di un medico per definire la dose efficace. Inoltre un malato in stato di blocco ha una mobilità fortemente limitata tale per cui l’autosomministrazione risulta impossibile.



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