SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/12/2015, 16:21

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Rapporto-Censis-2015,-welfare-e-sanità-in-caduta-libera-per-quasi-metà-degli-italiani


 Quasi metà degli italiani (42,7%) è convinta che la sanità stia peggiorando, mentre il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale (Ssr).



Quasi metà degli italiani (42,7%) è convinta che la sanità stia peggiorando, mentre il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale (Ssr). Quote che salgono rispettivamente al 64% e all’83% al Sud. Sono questi solo alcuni dei dati sconfortanti registrati dal 49° Rapporto Censis 2015 sulle reali condizioni del Paese, dal quale emerge come il restringimento dello stato sociale (il cosiddetto "welfare") rischi di alimentare lo squilibrio sociale trasformando qualsiasi fattore di compromissione della salute in un problema serio.
La capacità della sanità privata di offrire prestazioni a prezzi sostenibili e la lunghezza delle liste di attesa nel pubblico costringono, in questo modo, sempre più spesso i cittadini a pagare di tasca propria le prestazioni sanitarie. Tanto che, secondo il Censis, sono più di 7 milioni e mezzo, gli italiani che in un anno si sono indebitati o hanno chiesto un finanziamento economico per pagarsi le cure, con un aumento della spesa sanitaria privata delle famiglie che - dal 2007 al 2014 - è passata da 29,6 a 32,7 miliardi di euro, praticamente il 23% della spesa sanitaria totale. E se all’inversione di tendenza (al ribasso) segnata nell’ultimo biennio dalla spesa sanitaria pubblica si somma anche il progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico da parte del Fondo nazionale per le politiche sociali, è indubbio che tale "successo nazionale" non possa essere andato che a detrimento delle condizioni sociali delle famiglie italiane. 



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