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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
04/12/2015, 13:09

vitamina D, demenza senile, ipovitaminosi D,



Bassi-livelli-nel-sangue-di-vitamina-D-accelerano-il-declino-cognitivo-dell’anziano


 Aumenta il sospetto sul ruolo dell’ipovitaminosi D nel declino delle funzioni cognitive e nella demenza senile.



Aumenta il sospetto sul ruolo dell’ipovitaminosi D nel declino delle funzioni cognitive e nella demenza senile. A gettare il sasso nello stagno è uno studio del Davis Alzheimer’s disease center in California condotto in una coorte multietnica di anziani: 382 pazienti over 60, di cui il 41% bianchi, il 30% afroamericani, il 25% ispanici e il 4% di altre etnie. All’entrata nello studio la popolazione analizzata era mediamente in sovrappeso con due fattori di rischio cardiovascolari. Dal punto di vista cognitivo il 49,5% dei soggetti era normale, il 33% presentava deficit cognitivi lievi, il 17,5% demenza. Il 26% di loro presentava deficit di vitamina D, mentre il 35% una carenza moderata. 
Al termine dello studio i ricercatori americani hanno evidenziato una frequenza più alta di ipovitaminosi D nei soggetti ispanici e afroamericani rispetto ai bianchi, livelli di vitamina D più bassi nei pazienti affetti da demenza rispetto a quelli con lieve deficit cognitivo e cognitivamente normali e un declino cognitivo più rapido nei pazienti con insufficienza/deficienza di vitamina D. Se tali risultati vanno presi con cautela per alcuni limiti relativi al disegno dello studio, la ricerca conferma in ogni caso l’alta frequenza di ipovitaminosi D nella popolazione anziana soprattutto di etnia non bianca, alimentando il sospetto che il deficit di vitamina D possa essere associato a un declino cognitivo più rapido e suggerendo l’utilità di approfondire ulteriormente l’argomento per valutare se la supplementazione di vitamina D possa essere utile per rallentare il declino cognitivo e prevenire l’insorgenza della demenza.



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