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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
27/11/2015, 12:55

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L’anestesia-generale-non-causa-deficit-cognitivi-a-lungo-termine-nei-bambini


 L’allarme sui possibili danni neurologici da anestetici nei bambini, in particolare nei neonati, lanciato alcuni anni fa è ora messo in discussione dal ...



L’allarme sui possibili danni neurologici da anestetici nei bambini, in particolare nei neonati, lanciato alcuni anni fa è ora messo in discussione dal primo studio al mondo pubblicato lo scorso ottobre su Lancet e presentato al Congresso dell’American society of anesthesiologists (Asa) di San Diego. L’esposizione all’anestesia generale durante le prime fasi della vita sembra non portare a deficit cognitivi a lungo termine: è quanto emerge dallo studio GAS, condotto su 722 neonati sottoposti a chirurgia per ernia inguinale in Italia, Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Canada, Olanda e Nuova Zelanda. Tre gli ospedali italiani coinvolti: l’Istituto Gaslini di Genova, l’Ospedale Buzzi di Milano e l’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. I direttori dei tre dipartimenti di anestesia che hanno partecipato alla sezione italiana dello studio sono Pietro Tuo (Genova), Ida Salvo (Milano) e Valter Sonzogni (Bergamo). 
Gli interventi chirurgici hanno avuto una durata media di circa un’ora. La metà dei bambini ha ricevuto un’anestesia generale e l’altra metà un’anestesia spinale senza somministrazione di anestetici generali. I bambini inclusi nello studio avevano tutti un’età inferiore alle 20 settimane di vita e molti di loro erano nati prematuramente senza evidenze di deficit o patologie. All’età di due anni, i bambini di entrambi i gruppi hanno completato una serie di test neuro-cognitivi volti a esaminare "come i bambini pensano e reagiscono al mondo che li circonda". Il follow up ai due anni dei bambini arruolati si è appena concluso e i bambini in entrambi i gruppi hanno eseguito i test in modo sovrapponibile. «Questo è la prova più significativa che abbiamo fino ad oggi: una breve esposizione di circa un’ora all’anestesia generale non costituisce un problema», ha dichiarato Nicola Disma, ricercatore responsabile del progetto in Italia e anestesista presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Lo studio non è ancora concluso. Tutti i bambini arruolati devono, infatti, ritornare in ospedale all’età di 5 anni per una ulteriore valutazione neurocognitiva in modo da fornire una più dettagliata analisi in termini di quoziente intellettivo e di capacità cognitive, motorie, visive e integrative. «Ci sono alcuni aspetti dello sviluppo cerebrale - ha proseguito Disma - che continuano ad evolvere per tutta la vita, come la capacità di ragionamento e la memoria; per questo è opportuno rivalutare i nostri piccoli pazienti all’età di 5 anni al fin di escludere ogni possibile seppur minima disfunzione nelle aree cerebrali più complesse». I risultati finali saranno pubblicati nel 2018, al completamento del follow-up, ma nel frattempo i risultati preliminari appena pubblicati sono certamente rassicuranti. Si può, infatti concludere che l’anestesia somministrata per interventi di circa un’ora non produce rilevanti deficit cognitivo a due anni di distanza e questo ha un rilevante impatto su tutta la comunità scientifica e laica. Mentre lo studio GAS continua, i ricercatori sono già a lavoro con un nuovo progetto volto ad identificare se la somministrazione di anestesia per un periodo più prolungato e le esposizioni multiple all’anestesia possono essere responsabili di deficit cognitivo. 



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