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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/11/2015, 13:09

tumore colon-retto, test non invasivo, screening del tumore, carcinoma colorettale,



Arriva-in-Italia-il-primo-e-unico-test-non-invasivo-per-la-diagnosi-del-tumore-colon-retto


 Primo e unico test non invasivo basato sulla tecnologia del DNA fecale per lo screening del tumore colon-retto approvato dalla FDA americana...



È già in commercio negli USA e in Gran Bretagna, in corso di introduzione in Campania e Veneto, e sarà presto in Lombardia e Lazio copertura del territorio nazionale entro il 2016. Si tratta di Cologuard, primo e unico test non invasivo basato sulla tecnologia del DNA fecale per lo screening del tumore colon-retto approvato dalla FDA americana, che ha ricevuto il marchio CE ed è ora disponibile per il mercato italiano.
Il test, che verrà presentato oggi al congresso nazionale del Gruppo italiano screening colorettale (GISCoR) in corso a Napoli, è indicato per tutte le persone a rischio intermedio tra i 50 e gli 84 anni nelle quali permette l’analisi del DNA fecale combinata a quella di marcatori ematici (emoglobina) normalmente inclusi nel test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ciò consentirà di individuare in tali pazienti il 92% dei carcinomi e il 69% dei polipi (adenomi precancerosi) con una precisione molto elevata.
I risultati derivano da un’indagine prospettica condotta in 90 centri americani e canadesi su 10 mila soggetti e pubblicata lo scorso anno sul New England Journal of Medicine. Il tumore del colon-retto è una delle forme di tumore più diffuse al mondo: in Italia sono quasi 300 mila le persone colpite con 52 mila nuovi casi stimati nel 2014. Negli uomini si trova al terzo posto, preceduto solo dai tumori di prostata e polmone, mentre nelle donne si colloca al secondo posto, preceduto dal tumore della mammella. Se diagnosticato precocemente, tuttavia, può esse curato efficacemente con una sopravvivenza del 90%.
«Il tumore al colon-retto si può prevenire, ma solo se viene individuato all’inizio del suo sviluppo, o meglio se ne vengono identificati i precursori, comunemente definiti "polipi", la cui rimozione per via endoscopica impedisce l’insorgenza del tumore colorettale», sottolinea Marcello Anti, responsabile UO Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, Istituto nazionale tumori "Regina Elena" di Roma. «Quando, invece, si interviene in stadi avanzati, le cure si fanno più complesse e complicate. Per questo il nuovo test rappresenta una possibilità diagnostica concreta».



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