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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/11/2015, 13:00

apnee notturne, malattie respiratorie, ictus, infarto,



Apnee-notturne,-medici-ed-odontoiatri-insieme-contro-un’epidemia-sommersa


 Ha un impatto epidemiologico devastante la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), un disturbo respiratorio di ...



Ha un impatto epidemiologico devastante la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), un disturbo respiratorio di dimensioni pari a quelle del diabete e una mortalità altrettanto elevata: in una persona di 50 anni con apnea molto severa associata a diabete e obesità l’aspettativa di vita media è di appena 5 anni. Una vera e propria epidemia sommersa, la definisce il presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Udine Maurizio Rocco, che in futuro vedrà uniti medici e odontoiatri nel tentativo di trovare soluzioni terapeutiche multidisciplinari per migliorare la qualità di vita di chi soffre di apnea, diagnosticarla in tempo e identificare le cure più idonee. 
Un progetto che parte da Udine, dove il direttore della Pneumologia riabilitativa dell’Istituto di medicina fisica e riabilitazione (IMFR) Gervasutta, Vincenzo Patruno, ha quantificato il fenomeno: 70 mila persone potenzialmente malate in Friuli-Venezia Giulia, di cui circa 6 mila solo a Udine. All’IMFR Gervasutta sono in cura 2000 persone di cui 1200 della provincia di Udine. «Numerosi studi scientifici - avverte Patruno - dimostrano come l’apnea notturna rappresenti un fattore di rischio vero per ictus, infarto, aritmie cardiache, ipertensione arteriosa e diabete. Un malato di "apnea" rischia incidenti stradali 13 volte di più rispetto a un individuo che non ne soffre, oltre a un documentato aumento di infortuni sul lavoro in diverse categorie professionali a rischio. Tali aspetti, insieme alle malattie cardiovascolari provocate dalla sindrome, hanno un impatto economico enorme sulla sanità: onere che si riduce solo quando la patologia è riconosciuta, diagnosticata e trattata». 
Fondamentale il ruolo affidato ai medici di famiglia nel far emergere tempestivamente il disturbo. «Anche per la scarsa disponibilità di risorse diagnostico-terapeutiche dedicate - sottolinea il medico di medicina generale Gianluigi Tiberio - le liste di attesa sono lunghe e i percorsi non sempre definiti o condivisi. La traduzione pratica di questo stato di cose è una diagnosi spesso differita e una scelta terapeutica non sempre efficace. Per questo la medicina generale è chiamata a svolgere un ruolo insostituibile nella sensibilizzazione della popolazione e nello screening della malattia».
L’epidemiologia del fenomeno è in costante aumento anche nei bambini (1,2-5,7%): per esempio in Friuli-Venezia Giulia nella fascia tra 0 e 14 anni si contano da 1400 a 7000 casi. «La sindrome delle apnee notturne nel bambino è tuttavia un’entità, per moltissimi aspetti, differente da quella dell’adulto» precisa la pediatra Annalisa Someda. «Nel bambino i sintomi tipici sono russamento, respirazione orale, sonno agitato, sudorazione notturna, in un terzo dei casi enuresi notturna, iperattività diurna e deficit di attenzione. Il mancato trattamento può comportare deficit cognitivo-comportamentali, complicanze cardiovascolari e metaboliche».
«La terapia specifica - afferma l’odontoiatra Anna Bocchieri - deve sempre essere ritagliata sul paziente in un’ottica necessariamente multidisciplinare, sia nell’impostazione del trattamento sia nella verifica dei suoi risultati e nel follow up, basandosi sulla storia clinica, sulla visita medica e sui risultati dell’esame polisonnografico con cui si misura con precisione il numero e la durata delle apnee durante le ore di sonno». Nell’adulto la terapia consiste spesso nella ventilazione meccanica attraverso una speciale maschera nasale applicata attorno alle narici. In questo modo viene mantenuta una pressione d’aria costante nelle vie aeree superiori, scongiurando così il collasso delle strutture anatomiche della gola. Un’altra metodica, nelle apnee di gravità lieve o moderata, è la terapia con apparecchi di derivazione ortodontica da utilizzare anche in età.



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