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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/11/2015, 12:33

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 Cresce l’attesa per l’arrivo in Italia del primo farmaco a base di propranololo per il trattamento dell’emangioma infantile, il più frequente tumore...



Cresce l’attesa per l’arrivo in Italia del primo farmaco a base di propranololo per il trattamento dell’emangioma infantile, il più frequente tumore nei primi mesi di vita, specificamente destinato ai bambini. «A breve anche i bambini italiani avranno questa possibilità», avverte Maya El Hachem, responsabile dell’UO Dermatologia pediatrica dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma e presidente della Società italiana per lo studio delle anomalie vascolari (Sisav), riunitasi qualche giorno fa a Napoli. La terapia degli emangiomi infantili verrà così rivoluzionata dal nuovo farmaco, che offrirà una soluzione in molti casi definitiva della patologia.
In Italia l’emangioma infantile colpisce circa il 4,5% dei neonati. Nella maggior parte dei casi si tratta di forme che si risolvono spontaneamente e richiedono solo un attento monitoraggio, soprattutto nelle prime settimane dalla comparsa. Tuttavia il 12% di tutti gli emangiomi richiede una visita specialistica e, nella maggior parte dei casi, una terapia.
In questo scenario cruciale è il ruolo del pediatra di famiglia, sottolinea il pediatra Giuseppe Ruggiero, con il compito di riconoscere l’emangioma e indirizzare i genitori a un centro specialistico per approfondimenti, soprattutto in caso di lesioni con notevole crescita, ulcerate o in sedi strategiche quali le aree oculari, nasali, labiali, auricolari.
«Oggi gli specialisti sono costretti a utilizzare il propranololo in preparazioni galeniche non standardizzate - sottolinea Ruggiero - che non garantiscono quella certezza di dosaggio che, nei primi mesi di vita, deve essere il più preciso possibile». Il nuovo farmaco, autorizzato per uso pediatrico, risponde all’esigenza sempre più sentita di avere farmaci dedicati alla popolazione pediatrica.
Fondamentale, inoltre, è anche il ruolo dei genitori, chiamati per primi a partecipare all’attuazione della terapia. Da una ricerca sull’impatto dell’emangioma infantile sulle famiglie italiane emerge la paura nei confronti di una patologia che può comportare nei bambini un danno estetico, l’esclusione sociale e uno stigma, ma che si può riflettere nei genitori anche in situazioni di ansia e senso di colpa. In particolare, le localizzazioni su volto e collo sono quelle vissute con più apprensione, a causa del danno estetico nel 70% dei casi per i quali potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.



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