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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
13/11/2015, 17:42

alimentazione, skindiet, acne, psoriasi, dermatite atopica, dieta,



Le-malattie-della-pelle-si-curano-anche-a-tavola-con-la-“skin-diet”


 La complessità degli alimenti, la loro ricchezza molecolare e le sinergie tra gli elementi sono in grado di prevenire alcune patologie cutanee oppure migliorare lo stato di quelle già presenti.



Che il cibo abbia effetti sulla salute della pelle è stato osservato sin dall’antichità, quando è stata individuata la correlazione tra la carenza di vitamina C nei marinai imbarcati per mesi e alimentati con cibo in scatola e scorbuto. Così come la pellagra è determinata da una grave carenza di niacina nella dieta e la mancanza di zinco può determinare in soggetti predisposti la comparsa di una malattia cutanea nota come "acrodermatite enteropatica". 
«Concetti accantonati in un angolo della memoria da quando ben poche persone presentano stati carenziali e di malnutrizione così estremi» spiega il dermatologo Luca Bianchi, dell’Università di Roma Tor Vergata. «Eppure il binomio tra cibo e pelle è un aspetto da recuperare, grazie anche ai numerosi studi scientifici che ha posto l’accento su come quello che mettiamo sulla tavola si rifletta sulla cute. La complessità degli alimenti, la loro ricchezza molecolare e le sinergie tra gli elementi sono in grado di prevenire alcune patologie cutanee oppure migliorare lo stato di quelle già presenti». Temi affrontati al primo corso Skineco dell’Associazione internazionale di ecodermatologia dal titolo "Belli mangiando" organizzato lo scorso settembre a Roma. 
Anche l’acne e il suo aumento in età adulta sembra potersi ricondurre a modelli alimentari di stampo occidentale, che vedono una predominanza di zuccheri, carboidrati e grassi, spesso derivati dai latticini. «Possiamo quasi definire l’acne una patologia da dieta occidentale. La predominanza di alcuni cibi aumenta la risposta infiammatoria dell’organismo, favorisce la colonizzazione del batterio Propionibacterium acnes, con aumento della produzione di sebo e della cheratinizzazione del dotto pilo sebaceo» sottolinea Pucci Romano, presidente Skineco. «Più recentemente è stata osservata un’importante correlazione tra indice glicemico dei cibi e insorgenza di acne. L’insulina, che viene rilasciata in risposta all’assunzione di determinati cibi, stimola gli ormoni androgeni a produrre più sebo causando uno squilibrio metabolico. Dato confermato dall’osservazione delle abitudini alimentari in una popolazione della Nuova Guinea che segue una dieta completamente vegetariana nella quale sono completamente assenti tutte le patologie delle ghiandole sebacee, tra cui dermatite seborroica e acne. Questo non significa però che siano corrette le diete eccessivamente proteiche, questi regimi infatti rendono la pelle secca, avvizzita e accelerano la comparsa di rughe». 
Inoltre, tra le proteine della pelle e i cibi ricchi di carboidrati non corre buon sangue: attraverso i processi di glicazione si formano, infatti, legami chimici che danneggiano collagene ed elastina contribuendo all’invecchiamento cutaneo. 
Anche la psoriasi può migliorare con dieta e cibo giusto. In uno studio pubblicato su Jama Dermatology sono stati analizzati gli effetti di un regime ipocalorico (circa 1000 calorie al giorno per 8 settimane) nei pazienti sovrappeso con psoriasi. La conclusione ha evidenziato come il calo ponderale migliori non solo i parametri ematochimici generali, ma anche la severità dei sintomi cutanei, rallentando la progressione della malattia e migliorando la risposta ai trattamenti. «La diminuzione o l’aumento del peso corporeo -prosegue Bianchi - sono direttamente correlati alla severità della malattia, mentre 
un indice di massa corporea (BMI) superiore a 35 aumenta di 2,69 volte il rischio di sviluppare la malattia psoriasica. Sotto accusa sembrano essere alcune citochine proinfiammatorie presenti sia nel tessuto adiposo sia nelle lesioni psoriasiche. Diete ricche di fibre e a basso contenuto di proteine e grassi possono rappresentare un valido aiuto nella gestione della malattia».
Benefici effetti della dieta si possono osservare anche per la dermatite atopica, che interessa il 10-20% dei bambini e il 2% della popolazione adulta, riconducibili a regimi alimentari ricchi di vitamine, minerali, probiotici e prebiotici. I probiotici in particolare sono "sostanze vive", presenti in alcuni cibi fermentati o arricchiti, che agiscono sulla microflora intestinale riequilibrandola a favore di batteri amici. In casi selezionati può essere consigliata l’esclusione mirata di alimenti come latte e uova.
Eccesso di ferro, abuso di alcol e dieta povera di. È la triade che complotta nella patogenesi della porfiria e che viene peggiorata dalla carenza di acido ascorbico. Ecco allora che i cibi con le loro interazioni virtuose entrano nella borsa del dermatologo arricchendone l’armamentario terapeutico a sua disposizione.
Grazie alla sempre più chiara evidenza di una stretta correlazione tra cibo e salute della pelle, si sta così delineando una vera e propria "skindiet" con una forte impronta mediterranea, in grado di prediligere un generoso apporto di frutta e verdura ricche in vitamine e antiossidanti dall’azione protettiva e riparativa verso la cute. La "dieta per la pelle" dovrebbe essere ricca in verdura, frutta fresca e secca, semi, cereali integrali e latticini ipocalorici, carni bianche e pesce e povera di grassi saturi, zuccheri, carboidrati raffinati, carni rosse. Il nuovo corso dell’alimentazione non è solo perdita di peso, ma benessere, antiaging e se possibile prevenzione sia di malattie cutanee sia delle patologie che ad esse si accompagnano o le precedono. 



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