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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
13/11/2015, 13:33

aorta, aneurisma, cardiovan, ecocardiogramma, bologna,



Cardiochirurgia,-sono-300-mila-gli-italiani-portatori-di-un-aneurisma-dell’aorta-ascendente


 L’aneurisma dell’aorta ascendente è una malattia subdola e potenzialmente mortale che colpisce circa 300 mila italiani...



«L’aneurisma dell’aorta ascendente è una malattia subdola e potenzialmente mortale che colpisce circa 300 mila italiani, con 1800 nuovi casi l’anno. Una vera e propria epidemia al pari di una malattia infettiva». A sostenerlo è Roberto Di Bartolomeo, direttore di Cardiochirurgia del Policlinico Universitario S. Orsola Malpighi di Bologna nel corso dell’8° Corso di Chirurgia dell’aorta toracica di Bologna. Si tratta di una dilatazione della principale arteria vicina al cuore, in grado di trasportare circa 200 milioni di litri di sangue nell’arco di una vita media, con un diametro di oltre i 4,5 cm e che rimane asintomatico nel 95% dei casi.
«Una patologia - prosegue Di Bartolomeo - che colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne, con un rapporto di 3 a 1, nella fascia di età tra i 55 e i 75 anni. Le cause principali sono di natura congenita, legate a malattie che indeboliscono o alterano le pareti dell’aorta come la sindrome di Marfan, di Loeys-Dietz o l’arteriosclerosi; importanti anche i traumi derivati da violenti tamponamenti stradali che portano l’aorta a lacerarsi. Il fumo, l’ipertensione e la familiarità sono fattori di rischio determinanti per l’aneurisma dell’aorta». 
Se non diagnosticato in tempo, l’aneurisma può andare incontro a rottura improvvisa o a dissezioni delle pareti della stessa aorta (quindi potenzialmente mortale), con un rischio correlato direttamente ai diametri dell’aneurisma. «Solo il 5% dei pazienti avverte sintomi quali dolore toracico o insufficienza respiratoria - sostiene Marco Diena, direttore del Dipartimento cardiovascolare clinico Istituto San Gaudenzio di Novara e presidente della Cardioteam Foundation onlus - ma nella maggioranza dei casi l’esordio dell’aneurisma avviene come "fulmine a ciel sereno". Una malattia subdola, che però è possibile diagnosticare e trattare se individuata per tempo». 
In particolare, prosegue Diena, la diagnosi di aneurisma dell’aorta si può fare mediante ecocardiogramma, un esame non invasivo e a basso costo che richiede solo 20 minuti di tempo. Su queste basi la Cardioteam Foundation Onlus ha lanciato nel maggio 2014 la prima campagna in Italia di screening degli aneurismi dell’aorta ascendente. Lo screening viene condotto su un ambulatorio mobile, chiamato Cardiovan, che gira per le piazze italiane e in 10 centri di Cardiochirurgia sul territorio nazionale. I dati raccolti entrano poi a far parte dello studio multicentrico PARSIS STUDY (Prevention Aortic Rupture Screening Italian Study).
Da giugno 2014 a settembre 2015 sono stati esaminati con esame ecocardiografico 5600 persone tra i 55 e i 75 anni escludendo chi aveva una cardiopatia nota. Il 55% donne e il 45% uomini aveva un’età media di 63,4 anni con i seguenti fattori di rischio cardiovascolare: sovrappeso (37,6%), ipertensione (24,5%), dislipidemia (14,5%), obesità (12,5%), fumo (19,1%). È stata così riscontrata una dilatazione aneurismatica dell’aorta ascendente con diametro maggiore di 4 cm in oltre 200 persone, il 3,5% degli esaminati. In oltre 40 persone è stato scoperto un aneurisma misconosciuto di grandi dimensioni e quindi potenzialmente letale. Oltre all’aneurisma dell’aorta ascendente, l’ecocardiogramma evidenzia la maggior parte delle cardiopatie con l’esclusione di quelle coronariche. In 274 persone sono state così riscontrate altre malattie cardiache non diagnosticate, tra cui un vizio valvolare aortico moderato o severo (0,7%) e una malattia moderata o severa della valvola mitralica in 65 persone (1,1%).
«Lo screening effettuato tramite ecocardiogramma - conclude Diena - si è rivelato quindi molto efficace nell’evidenziare gli aneurismi dell’aorta ascendente e altre malattie cardiache nella popolazione apparentemente sana. Può davvero salvare la vita». Il Cardiovan sarà a Bologna in piazza Carducci, angolo via Dante Alighieri, dall’11 al 26 novembre 2015. 
Le prossime tappe sul sito www.cardioteamaneurisma.org.



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