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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/11/2015, 16:13

oculista, anestesia, cataratta, occhio,



Chirurgia-oculistica,-d’ora-in-avanti-sarà-assente-l’anestesista


 Sempre più spesso negli ospedali italiani la chirurgia oculistica viene affrontata senza rispettare l’obbligo della presenza del medico anestesista.



Sempre più spesso negli ospedali italiani, a causa dei pesanti tagli lineari apportati in sanità, la chirurgia oculistica viene affrontata senza rispettare l’obbligo della presenza del medico anestesista. Di conseguenza, l’intervento di cataratta che per i cittadini è notoriamente vissuto come un intervento molto sicuro e "garantito", non potrà che ridurre drasticamente i risultati positivi finora ottenuti. 
«Oggi - precisa Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (SOI) - i 700 mila pazienti che ogni anno si fanno operare agli occhi rischiano di più: maggior rischio di complicazioni oculari fino alla perdita della vista associate all’impossibilità di prevenire gli eventi avversi capaci di mettere a rischio la vita stessa del paziente. Una situazione determinata da chi, in qualità di esperto responsabile per i tagli del Ministero, ha ridotto o eliminato i requisiti clinici indispensabili alla chirurgia oculistica sacrificandoli nelle riduzioni organizzative in ragione di priorità economiche. 
Pur essendo la chirurgia oftalmica egualmente importante e complessa, con il passaggio al regime ambulatoriale si è drasticamente ridotto il relativo sostegno economico. Per tali ragioni, si è irrazionalmente deciso di tagliare sui costi dell’anestesista e di contribuire a far retribuire la chirurgia della cataratta più o meno riconoscendo lo stesso importo necessario per acquistare un occhiale da sole di marca. «Stiamo parlando dell’intervento ad alta tecnologia più eseguito nel nostro Paese: 550 mila interventi ogni anno», spiega Matteo Piovella. «In questo "misero" importo vengono ricomprese tutte le spese necessarie inclusi i macchinari, determinando l’impossibilità per gli ospedali italiani di potersi aggiornare seguendo i continui avanzamenti tecnologici che, giorno dopo giorno, stanno rivoluzionando il sistema dell’oculistica mondiale».



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