SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
04/11/2015, 16:13

ictus, prevenzione, riabilitazione, malattie cardiovascolari, monitoraggio,



Ictus,-una-malattia-acuta-da-rivedere-in-una-prospettiva-cronica


 La prevenzione rappresenta l’elemento fondamentale nella lotta all’ictus, che inizia con una corretta diagnosi, fino all’applicazione di un...



La prevenzione rappresenta l’elemento fondamentale nella lotta all’ictus, che inizia con una corretta diagnosi, fino all’applicazione di un adeguato regime terapeutico, che sarà tanto più efficace quanto più affidato al contributo di diversi attori all’interno di un sistema interprofessionale, interdisciplinare e multidisciplinare. 
«L’attività preventiva andrebbe attuata su più livelli», dichiara Ovidio Brignoli, vice presidente della Società italiana di medicina generale (SIMG). «In primo luogo con un monitoraggio delle patologie cardiovascolari su una popolazione "sana" con fattori di rischio predisponenti, che presuppone un’attività informativa nei confronti dei cittadini e dei clinici affinché sorveglino attentamente questa fascia di popolazione. Una volta, poi, che un fattore di rischio è stato identificato, per esempio la fibrillazione atriale (FA), è importante impostare un adeguato piano terapeutico, monitorando la persistenza e l’aderenza alla terapia, la sorveglianza degli effetti collaterali, il trattamento di eventuali comorbilità extracardiache (respiratorie, endocrine, metaboliche, ecc.). In questo caso il ruolo del medico di famiglia diventa imprescindibile. Importante - conclude Brignoli - è riuscire a lavorare di concerto con gli specialisti, dando vita ad un vero lavoro "di squadra", colmando il gap esistente tra ospedale e territorio». 
L’ictus, dunque, non va più visto esclusivamente come un evento "acuto", ma come un problema che porta in sé tutti gli elementi di una malattia cronica, che implica la presa in carico totale del paziente dalla prevenzione primaria, all’eventuale trattamento dell’acuto, alla prevenzione secondaria, alla fase riabilitativa.



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