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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
16/10/2015, 17:32

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 Naso chiuso, nuova opzione terapeutica costituita da un dispositivo altamente tecnologico che consente la somministrazione rapida di ...



A rendere difficoltoso il respiro, con il sopraggiungere della stagione invernale, è il "naso chiuso". Un disturbo fastidioso causato da infiammazioni acute e croniche delle prime vie aeree (riniti, sinusiti, rinofaringiti, faringiti) che, oltre rovinare il sonno, favoriscono il fenomeno del cosiddetto "presenteismo": persone sul posto di lavoro non riposate dalle scarse performance produttive. «Le laringiti - spiega Giuseppe Spriano, direttore UO Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale dell’Istituto nazionale dei tumori "Regina Elena" di Roma - colpiscono un italiano su quattro nelle forme allergiche e circa il 5% della popolazione nelle forme infettive, quasi un terzo della popolazione». I più colpiti sono i bambini sotto i 6 anni con di 6-8 episodi infettivi delle alte vie respiratorie all’anno che rendono conto dell’80% delle visite pediatriche complessive. 
In tutti i casi la cura che fino ad ora si è dimostrata più efficace è l’aerosol che, però, rivela il tallone di Achille nella relativa praticità d’uso. A superarla, oggi, è una nuova opzione terapeutica costituita da un dispositivo altamente tecnologico che consente la somministrazione rapida di una soluzione di acido ialuronico 0,3% ad alto peso molecolare nelle cavità nasali, con l’obiettivo di ristabilirne la funzionalità ottimale.
A metterlo a punto è stato Roberto Dondé, ricercatore presso l’Istituto per l’Energetica e le Interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), che ha dimostrato come questo sistema consenta di ottenere una nebulizzazione comparabile a quella dei tradizionali apparecchi per aerosol, insieme ad una maggiore praticità d’uso. 
«Le patologie più frequenti delle alte vie aeree - sottolinea Matteo Gelardi, presidente dell’Accademia italiana di rinologia (Iar) - sono le riniti vasomotorie allergiche e non, e le forme infettive come le rinosinusiti». Tra le strategie terapeutiche adottate per contrastarle, «l’acido ialuronico può svolgere un ruolo di rilievo, facilitando per esempio il ripristino della "clearance mucociliare" compromessa dalla patologia immunoflogistica, funzione svolta dalle cellule ciliate della mucosa respiratoria, veri e propri spazzini delle vie aeree continuamente bersagliate da patogeni e inquinanti atmosferici». Oltre a ridurre i globuli bianchi neutrofili responsabili dei disturbi, continua l’esperto, e a migliorare sintomi quali starnuti, gocciolamento e congestione nasale, l’acido ialuronico si è dimostrato utile anche nel postoperatorio di pazienti sottoposti a chirurgia Fess (Functional endoscopic sinus surgery) «considerata lo standard di cura nelle rinosinusiti refrattarie al trattamento medico, ma che può determinare croste estese, alterazioni della mucosa e disturbi respiratori per presenza di secrezioni, edema e sanguinamenti». Anche in questo caso la nebulizzazione locale di acido ialuronico ad alto peso molecolare sembra accelerare il processo di rimodellamento endonasale abbreviando la riduzione dei tempi di guarigione e dello stato infiammatorio.
«La facilitazione del drenaggio mucociliare e di un’adeguata riepitelizzazione della mucosa nasale si ottiene anche dopo la chirurgia del naso (rinoplastica, chirurgia dei turbinati, ecc.)», aggiunge Paolo Castelnuovo, direttore della Clinica otorinolaringoiatrica dell’Università dell’Insubria. «Un dispositivo», conclude Sandro Gerli, associato di Ginecologia e ostetricia dell’Università di Perugia, «utile anche nella "rinite gravidica", che si manifesta nel 30% delle donne durante l’ultimo trimestre di gravidanza. Spesso sottovalutata dalle gestanti, questa forma può causare numerose complicanze quali ipertensione gestazionale, ritardato sviluppo del feto e minore benessere neonatale alla nascita». In questi casi l’acido ialuronico rappresenta un’opzione di prima scelta perché non ha controindicazioni, oltre ad essere una sostanza presente naturalmente nell’organismo umano.



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