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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
16/10/2015, 17:25

aspirina, tumore, neoplasia, chemioterapia,



Negli-Stati-Uniti-si-diffonde-l’uso-regolare-dell’aspirinetta-in-chiave-anticancro-


 Una banale dose di aspirina al giorno per ridurre l’incidenza e la mortalità di una serie di tumori.



Una banale dose di aspirina al giorno per ridurre l’incidenza e la mortalità di una serie di tumori. In America ne sono assolutamente convinti, tanto che per la prima volta un panel di esperti americani ha deciso di indicare l’aspirinetta (come viene comunemente chiamata la piccola dose quotidiana di acido acetilsalicilico inferiore ai 100 mg, utilizzata a scopo preventivo) quale strumento da utilizzare nei soggetti a maggior rischio di cancro del colon. Nel corso degli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche erano giunte a conclusioni simili fra loro: l’uso regolare della cardioaspirina diminuirebbe le probabilità di ammalarsi di varie forme di tumore (primo fra tutti quello del colon-retto), mentre nei pazienti già colpiti dalla neoplasia abbasserebbe la mortalità, riducendo anche il rischio di sviluppare metastasi. Secondo un’indagine condotta in Gran Bretagna e pubblicata su Annals of Oncology, 10 anni di uso continuato di aspirina ridurrebbero l’incidenza dei tumori del colon del 35%, dell’esofago e dello stomaco del 30%.
Se la prescrizione di aspirina in chiave preventiva per i disturbi del cuore è già diffusa in tutto il mondo, nessun paese aveva finora deciso di inserire ufficialmente l’indicazione anche in chiave anticancro come hanno fatto gli Stati Uniti.
Secondo Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale dei tumori Regina Elena di Roma, «in pazienti con ricadute del tumore consolida l’effetto "benefico" della chemioterapia con un ottimo rapporto costo-beneficio all’uso del farmaco».
«Anche considerando le principali problematiche dell’aspirina, legate al rischio di sanguinamento soprattutto gastrico - prosegue Cognetti - il rapporto risulta sempre a favore dell’aspirina, anche rispetto agli effetti collaterali associati alla chemioterapia».
Nel report Usa la task force statunitense suggerisce poi l’uso di aspirinetta anche nella prevenzione di infarto e ictus, sottolineando che i pro della cura sovrasterebbero i contro soprattutto nelle persone tra i 50 e i 69 anni già a rischio di malattie cardiovascolari. Le raccomandazioni escludono le fasce d’età più giovani (sotto i 50 anni) o più anziane (sopra i 70), quando i rischi di sanguinamento sono maggiori.



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