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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
09/10/2015, 14:06

malattie cardiovascolari, donne, cuore, infarto, prevenzione,



Cuore-sotto-accusa-per-l’elevata-mortalità-nel-sesso-femminile


 Non colpiscono solo gli uomini le malattie cardiache, che fanno "stragi" anche nel sesso femminile.



Non colpiscono solo gli uomini le malattie cardiache, che fanno "stragi" anche nel sesso femminile. I dati epidemiologici raccontano una realtà molto diversa: le malattie cardiache sono la terza causa di morte nelle donne giovani tra i 35 e i 44 anni e nella fascia 45-54. Secondo i Centers for disease control (CDC) americani di Atlanta, sono 15 mila le donne che muoiono di infarto prima dei 55 anni, il doppio rispetto agli uomini. Sul totale dei ricoveri in ospedale, le donne muoiono in misura doppia, in parte perché cercano aiuto e si rivolgono in pronto soccorso più tardi. In Italia al primo posto della graduatoria per mortalità si collocano le malattie cardiache ischemiche, seguite da incidenti cerebrovascolari e altre malattie cardiovascolari. Per spiegare l’impatto che le malattie cardiovascolari hanno nella popolazione femminile, basti pensare che per ogni donna cui viene diagnosticato un tumore al seno ce ne sono almeno altre 10 con gravi patologie cardiovascolari. 
«Nel periodo della premenopausa e in presenza di specifici fattori di rischio - raccomanda Fabio Massimo Ferri, responsabile del Reparto di Cardiologia della Casa di Cura Villa Valeria di Roma - è consigliabile uno screening di base che preveda analisi del sangue, elettrocardiogramma (ECG) a riposo e sotto sforzo, in modo da fare il punto sullo stato di salute del cuore. Le donne devono controllare la salute del cuore alla stregua di quella dell’apparato riproduttivo, specialmente in caso di familiarità per disturbi cardiaci, ipertensione, obesità e diabete, ipercolesterolemia o se hanno sofferto di gestosi durante la gravidanza».  
I sintomi dell’attacco cardiaco "in rosa", chiarisce l’esperto, sono spesso confusi con disturbi di altra natura: alcuni segni sono vaghi, riconducibili a problemi gastrointestinali con nausea, vomito, talora diarrea, che si presentano come una sensazione "fredda" di pressione sullo sterno o al torace e di fastidio alla gola. Altri sintomi comprendono dolore al collo, alla schiena, alle spalle, allo stomaco. La prima cosa alla quale pensano le pazienti è un’influenza o un disturbo gastroesofageo, tanto da convincerle ad assumere antinfiammatori o antiacidi senza pensare a chiamare il medico né tantomeno andare in pronto soccorso, mentre è probabile che stiano subendo un attacco cardiaco. In questi casi solo un ECG può rivelare la presenza di una sindrome coronarica acuta (SCA). Questa anomalia nella presentazione dei sintomi e la difficoltà nel ricondurli immediatamente al cuore è il motivo per cui le donne muoiono più spesso, soprattutto nei paesi occidentali.
«Alcuni studi - continua il cardiologo romano - hanno rivelato che quando una donna si presenta in pronto soccorso con sintomi riconducibili a un infarto ha una possibilità due volte superiore di ricevere una diagnosi di attacco di panico o altro disturbo psichiatrico. Tanto che in un sondaggio del 1996 condotto fra i medici, due terzi degli intervistati non erano consapevoli delle differenze di genere nella presentazione dei sintomi». 
«Bisogna educare medici e pazienti - conclude Ferri - a superare questa "discriminazione" di genere: gli uomini hanno più spesso una fitta acuta, mentre nelle donne uno dei primi sintomi a comparire è la nausea. Le donne presentano sintomi la mattina presto, al risveglio, con un senso di fatica associata ad insonnia. Proprio perché non hanno paura delle malattie cardiache, non cercano aiuto con un rischio maggiore di perdere la vita».



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