SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
09/10/2015, 13:35

terapia intensiva, ricovero, intensivisti,



In-Italia-solo-il-2%-dei-reparti-di-terapia-intensiva-è-aperto-a-parenti-e-visitatori-24-ore-su-24


 In Italia, nei reparti di terapia intensiva, il tempo di visita è limitato a circa 2 ore al giorno e solo il 2% dei reparti non pone un limite nell’arco delle 24 ore.



Familiari e visitatori hanno libero accesso nel 70% nei reparti di terapia intensiva svedesi, nel 32% di quelli americane, nel 23% di quelli inglesi e nel 14% di quelli olandesi. In Italia, invece, il tempo di visita è limitato a circa 2 ore al giorno e solo il 2% dei reparti non pone un limite nell’arco delle 24 ore. Le Terapie intensive italiane non modificano le politiche di accesso ai visitatori neppure quando il paziente ricoverato è un bambino (9%) o quando il paziente è in fin di vita (21%). Un atteggiamento ancor più restrittivo si registra nei reparti con un alto numero di ricoveri e in quelli delle regioni meridionali e delle isole, dove gli orari per le visite sono molto più limitati. È quanto denunciano i medici intensivisti Alberto Giannini, Sergio Livigni, Paolo Malacarne, Giovanni Mistraletti, Luigi Riccioni e Maurizio Solca dalla sede nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). 
«Secondo i dati della letteratura scientifica la liberalizzazione dell’accesso ai reparti di terapie intensive per familiari e visitatori non solo non è in alcun modo pericolosa per i pazienti, ma anzi è benefica sia per loro sia per le loro famiglie» ribadiscono gli esperti.  «L’apertura della Terapie intensive non causa un aumento delle infezioni nei pazienti, mentre si riducono in modo significativo complicanze cardiovascolari e stress. Non avere restrizioni per l’accesso dei familiari ai reparti di terapia intensiva migliora la qualità del ricovero dei pazienti e facilita l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra la famiglia e i curanti», specificano gli esperti, ricordando quanto sia invece importante un ferreo controllo sul lavaggio delle mani.
Per i medici intensivisti il modello della Terapia intensiva aperta è, inoltre, uno strumento utile per la prevenzione dei disturbi psichiatrici nel paziente ricoverato in tali reparti. 



1
Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!