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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
02/10/2015, 18:50

acne, adapalene, benzoile perossido, adolescenti, antibiotico, antibiotico-resistenza,



Acne,-meno-di-un-terzo-degli-adolescenti-si-rivolgono-al-medico


 L’acne è una delle più comuni condizioni dermatologiche in età adolescenziale: infatti colpisce quasi 9 adolescenti su 10 nei quali ...



L’acne è una delle più comuni condizioni dermatologiche in età adolescenziale: infatti colpisce quasi 9 adolescenti su 10 nei quali contribuisce a creare un senso di inadeguatezza e di inferiorità verso gli altri.
Dei circa 4 milioni di adolescenti in Italia che soffrono di acne, solo pochi affrontano correttamente la malattia: solo il 20% si reca da un dermatologo e un altro 10% consulta il medico di medicina generale o il pediatra, mentre quasi il 70% dei pazienti si affida purtroppo al fai da te, al passaparola, sottovalutando il problema e aggravando così il proprio quadro clinico.
«Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti - afferma la dermatologa Corinna Rigoni, presidente dell’associazione Donne Dermatologhe Italia (DDI) amicheperlapelle -  risulterebbe che, a prescindere dall’età di presentazione, l’acne ha importanti risvolti psicologici tra cui timidezza (71%), difficoltà ad instaurare rapporti sociali (24%), problemi a scuola (21%) e persino difficoltà a trovare un impiego (7%)». Dallo stesso studio emerge come la riduzione della qualità della vita nei pazienti affetti da acne sia simile a quella associata a persone con malattie quali diabete, artrite, asma e epilessia.
È importante, aggiunge l’esperta, gestire il paziente con un percorso di cura personalizzato in grado di fornire informazioni sulla patologia e su come gestirla in maniera adeguata, favorendo l’aderenza alle cure necessarie per ottenere dei risultati.
«Il dato più preoccupante emerso dall’indagine americana è che oltre il 68% degli intervistati non si è mai recato dal medico per un consulto», spiega Antonino Di Pietro, direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano. «Il ruolo del dermatologo è fondamentale per una corretta diagnosi e l’impostazione della terapia più adatta e nel supporto al paziente». Per questo l’American Academy of Dermatology ha elaborato linee guida sul corretto uso degli antibiotici nel trattamento dell’acne, in quanto l’uso scorretto di questi farmaci contribuisce a sviluppare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. In particolare, gli antibiotici orali sono raccomandati come farmaci di prima linea solo nelle forme più severe di acne, mentre vanno evitati sia l’impiego contemporaneo di antibiotici orali e per uso topico (locale) sia la somministrazione prolungata di terapie antibiotiche di qualsiasi tipo.
Per molte forme di acne le linee guida raccomandano l’associazione di un retinoide topico (come l’adapalene) e benzoile perossido (BPO) come terapia di attacco e mantenimento. Secondo una sperimentazione su 452 pazienti, pubblicata sul Journal of Drugs in Dermatology, l’associazione ha dimostrato di avere un elevato profilo di sicurezza e di efficacia nella riduzione delle,lesioni dopo un trattamento di 12 mesi con il prodotto applicato sulla cute una volta al giorno.
L’associazione di retinoide-benzoile perossido (BPO) rappresenta una valida terapia per le persone affette da acne, poiché agisce direttamente sia sulle lesioni infiammatorie sia su quelle che non lo sono, contribuendo a prevenire la formazione delle lesioni, con il vantaggio di non generare fenomeni di antibiotico-resistenza.



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